31.8.08

era da tempo che aspettavo questo post. e come succede quando arriva il momento di una cosa che si attende con ansia, non riesco a trovare le parole per esprimere ciò che ho dentro di me. da un lato mi sono rotto i coglioni della realtà bitrittese-barese, che ho avuto fin troppo modo di vivere da inizio giugno, quando son tornato da trento, fin ad oggi. tre mesi belli pieni di impegno, conoscenza, ma anche e forse soprattutto scoglionamento. dall'altro lato ho una fottuta paura che a sapri avrò talmente tante cose da fare e da vedere che non riuscirò a farne bene neanche una. la necessità di conoscere volti nuovi è talmente grande che ho quasi l'ansia di non riuscire a conoscere nessuna persona nuova e quindi di chiudermi in me stesso. ma staremo a vedere. quando si parte non si pensa minimamente a ciò che succederà, perché il viaggio è la dimensione più imprevedibile e per certi versi sconvolgente della vita umana. quindi resto sospeso fino a domani, al momento dell'arrivo in campeggio. e vi lascio sospesi nell'attesa di mie notizie fino all'8 settembre, quando sarò di ritorno.
per il resto, che dire? molto probabilmente questa mia vacanza non sarà comparabile alle esperienze che avete vissuto voi quest'estate, fra spagna, croazia, irlanda, grecia, e chi più ne ha più ne metta. ma che volete? confido che questo campeggio possa essere davvero ricco dal punto di vista umano, che è la cosa più importante.
pensavo a ciò che lascio qui a bari. sicuramente un bel po' di gente che parla troppo spesso senza cognizione di causa. forse qualche delusione. lascio anche il seme della voglia di agire, che spero di "innaffiare", nutrire e potenziare anche attraverso le esperienze politico-culturali di questo campeggio. non mi va di fare tanti programmi ora come ora. voglio semplicemente vivere il mondo, certo non passivamente, ma sicuramente da una prospettiva diversa rispetto a quella in cui ho fatto alcune esperienze fondamentali per la vita di un ragazzo negli ultimi anni. non so se definire questa prospettiva una sorta di "distacco" emotivo dalle cose. ma è comunque qualcosa che si avvicina al concetto di spensieratezza.
statevi bene, anche se sinceramente non so a chi mi stia rivolgendo in questo momento, dato che i lettori/commentatori di questo blog sono momentaneamente scomparsi. e quindi basta. mentalmente, nonostante le mie intenzioni di spensieratezza, credo che rimarrò comunque vicino a bari, dato che rappresenta il mio futuro immediato, o per lo meno il contesto in cui iniziare una nuova stagione di impegno, sotto tutti i punti di vista. ancora un saluto, mi sembra di stare per abbracciare l'ignoto. scia'

colosseum - the kettle

29.8.08

oggi rabbia. rage. rage against the machine. contro una macchina ferma da troppo tempo. la macchina della società. la macchina della scuola, dove troppo spesso non ci insegnano ciò che realmente serve per salvaguardare questo pianeta. la macchina del popolo. la macchina della gente che mi sta attorno e che non capisce di doversi interessare a ciò che le accade intorno, perché tutto quello che succede nel mondo ci riguarda. tutte le lotte che si combattono nel mondo ci riguardano. arrabbiato anche per il mio personale isolamento, quel senso di solitudine che ogni tanto mi assale. ecco perché non vedo l'ora di tornare a scuola. per cercare di fare movimento. magari fallirò, ma almeno non sarò stato indifferente. non posso continuare a stare fermo. devo attivarmi. e poi c'è la patente, un po' di materie da ripetere. e si va avanti. così. necessariamente, attraverso le piccole esperienze resistenti di ogni giorno. solo così si può accendere la macchina e può scoppiare la scintilla, la fiamma della passione. chissà che il campeggio non possa essere un primo momento intenso di incontro e di confronto, preludio di una stagione che spero sia esaltante dal punto di vista del coinvolgimento delle persone e del cambiamento. il principio speranza, scriveva bloch. e aveva ragione, perché la speranza è fondamentale, è il motore del cambiamento. che la speranza sia l'ultima a morire.

28.8.08

preparatevi a una serie di frasi sconclusionate. non è necessario che vi sia un nesso logico fra di esse.
finché è durato è stato bello. certo, non bellissimo, ma bello almeno sì. adesso è cambiato qualcosa. ma fa niente. ci adattiamo. l'anno è così. non riesco a essere incazzato. ciò non comporta per forza che io sia apatico. va così. punto. ho sbagliato? forse. devo parlare con qualcuno? forse. sono sempre disposto a parlare. non so se sono dalla parte del giusto. non so nemmeno se sia stato preso in giro. so solo che finché è durato è stato bello. avrei diritto a mandare tutto a fanculo, probabilmente. ma la vita continua e noi ci dobbiamo rialzare. e poi, un detto afferma che un uomo non si giudica da quante volte cade, ma da quante riesce a rialzarsi. peccato solo che non abbia avuto una risposta positiva all'appello in cui chiedevo di versarmi addosso tanta verità e felicità. subito. in quel momento. lo chiedevo in quel momento forse perché inconsciamente sapevo che non sarei stato in grado di resistere ancora un po' di tempo. come effettivamente è avvenuto. mi è appena squillato il telefonino, devo andare.

25.8.08

situazioni. lo zio jere' mi ha detto che al suo concerto sergio cammariere usava spesso questa parola. così generica ma così densa di significato. perché per fare una cosa bene ci vuole la giusta situazione. una sorta di atmosfera magica tutt'intorno che ti avvolge e ti addensa il cervello fin quasi a farti ubriacare della realtà. della vita. ora non so se queste situazioni siano create inconsciamente da noi stessi. sta di fatto che la nostra percezione della realtà influisce molto sul giudizio di una cosa. le "situazioni" sono forse qualcosa di vero solo da un punto di vista puramente soggettivo, come se la realtà fosse caricata di significato. una situazione può essere speciale per noi, ma assolutamente banale o addirittura deprimente per qualcun altro. il segreto è trovare la giusta situazione in cui far accadere le cose, in modo da renderle uniche e quasi memorabili. forse in questo senso l'uomo ha un leggero margine se non di dominio, almeno di controllo della realtà.

stronzate a parte, in questi giorni mi capita a volte di invocare i buchi della memoria del romanzo di orwell, 1984. mi ci getterei a capofitto, in questi buchi della memoria. non so perché. questi inceneritori del passato, della conoscenza, della coscienza. i buchi della memoria. e come si può notare, alla fine la vita umana è tutta una questione di buchi...le muert :p

velvet underground - sunday morning

23.8.08

il concerto è finito tutto sommato da poco tempo. ma bitritto già tace. perché bitritto è un paese così, sempre dormiente. non resta che aggirarsi per le sue strade cercando di sfruttare questo eterno silenzio per cogliere se stessi. ma in questo momento è un po' difficile, l'immagine della mia anima è un po' sbiadita. ho poche certezze, per esempio che per andare avanti e guardare positivamente al futuro ho bisogno di essere continuamente stimolato, magari come in questi giorni, con tre concerti di seguito che mi si prospettano davanti, tre occasioni per socializzare, vedere gente, chiacchierare e distrarmi. ma come l'universo ha la radiazione cosmica di fondo, anch'io ho qualcosa che nel più profondo di me pulsa, si fa sentire, si agita, si muove. è un paesaggio quasi infernale, quello contenuto nel mio petto. con lamenti, grida, fiamme, tuoni, tempeste che dal petto salgono fino alla gola fino ad impossessarsi del mio stesso respiro, della mia vita.
le cose cambiano in continuazione, lo diceva già un tale di nome eraclito migliaia di anni fa. tante cose sono cambiate da marzo. da quando il mio misero nome è apparso su un misero browser. mi piace credere che ci sia un destino sotteso a tutte le vicende umane, che insomma sia tutto già scritto, magari in un libro segreto. che sia scritta anche la fine del mondo. o semplicemente la fine di una storia. e muoio dalla voglia di trovare questo libro per capire la soluzione di tutto questo. le cose cambiano in continuazione, questa è l'unica certezza. e io so che quando in me interviene un cambiamento, soprattutto se percepito come negativo, non lo accetto. perché è difficile accettare di cambiare. ma bisogna andare avanti. reagire, sempre. più che reagire, lottare. lottare

subsonica - cose che non ho

21.8.08

sì, ezio, lo so che in quest'ultimo periodo sto scrivendo dei post depressi. ma che ci vuoi fare se quest'agosto non riserva momenti esaltanti e tutto sembra così infame? il tempo non passa mai mentre confezioniamo i pomodori secchi nel capannone :p si attendono novità. sembra come la praga degli offlaga disco pax. "tutto è fermo, tutto è immobile". vivere. solo questa parola vale. vivere senza pensare. per il resto niente di che. oggi è ancora 21.
ci sono dei momenti in cui niente sembra difficile. altri in cui tutto appare così complicato. mi dà solo fastidio essere sotto pressione. come se gli altri si aspettassero qualcosa da me. e intanto inizio a sudare lungo la schiena. davvero mi assale un brivido caldo. come descrivere questa situazione se non con le parole di ungaretti? si sta veramente come d'autunno, sugli alberi le foglie. peccato che non sia autunno, ma agosto. vabbè. sono sovrappensiero, anche perché scorrono le note su itunes e la mia testa è altrove. vogliate scusare la scarsa qualità letteraria del post. adiòs

bluvertigo - sovrappensiero
bob marley - could you be loved

18.8.08

schizofrenia. inguaribile e incontrollabile. ecco come sono fatto io. però c'è un'altra caratteristica che non mi abbandona mai, fin da quando sono nato. la ricerca della perfezione. mia madre dice che ho iniziato a parlare tardi, all'età di due anni, forse perché volevo parlare bene, il meglio possibile, con le parole giuste al momento giusto. adesso è la stessa cosa. voglio fare le cose bene, senza fretta, ma con la certezza di dare il massimo. per questo credo di avere ancora bisogno di tempo. se poi nel frattempo, nell'attesa, vi annoierete e vorrete mandarmi a cacare, fate pure, ma con questo post vi ho messo in guardia su come sono fatto. voglio fare le cose bene, alla perfezione.

per questo oggi a tutta forza guns n' roses - "all we need is just a little PATIENCE"
oggi ho guidato come al cazzo. a fare lo sborone si pagano sempre le conseguenze. comunque comunque comunque...un tuffo nel passato oggi, parlando con carmen e gli altri...un passato strano, non conosciuto, quasi proibito e non ufficiale. un passato estremamente lontano, ma che ogni tanto torna a farsi sentire. un passato che però non mi stimola ad andare avanti. in questo periodo poi! non mi va di pensare a niente. c'è solo abbastanza voglia di fare politica, anche e soprattutto a scuola. staremo a vedere. e proprio perché non mi va di pensare a niente, forse a quest'ora è meglio andare a dormire, anche se nei sogni sono perseguitato dalle mie ansie quotidiane.

vado a letto con

arctic monkeys - from the ritz to the rubble

16.8.08

tornato. stoppo la donna cannone di de gregori per scrivere questo post. che dire?
nonostante le difficoltà materiali di questa folle duegiorni nel tarantino, voglio sottolineare le cose belle. dopo magari quelle brutte...è bello tornare a parlare con qualcuno in grado davvero di ascoltare. perché in quel caso parlare diventa quasi un esercizio liberatorio, che non solo aiuta ad aprirmi, ma anche ad esprimere ciò che ho dentro, a pensare attraverso le parole, a voce alta. e da questo pensare a voce alta magari a volte scaturiscono ragionamenti impensabili, conclusioni sorprendenti e si scopre la verità.
a proposito di verità, lo vado dicendo da mesi che ce n'è poca in giro. davvero poca. ma come mi ha detto lei, ora più che mai è necessaria. e io questo lo so. so che devo essere vero innanzitutto verso me stesso. e che non devo avere "paura se non sarò bella come dici tu", come appunto dice la donna cannone.
quanto alle cose brutte, beh, non c'è molto da dichiarare, se non che ho scoperto semplicemente una persona in più che va a riempire le fila già grosse dei trimoni, quelli con la "t" maiuscola. ma questa gente non è nemmeno degna di essere pensata. è desiderabile il dialogo con persone di questo tipo? non lo so, ma allo stato attuale direi proprio di no. freno qui la mia lingua, ma non i miei pensieri. arrivederci

11.8.08

Perciò io maledico il modo in cui sono fatto
Il mio modo di morire sano e salvo
dove m'attacco
Il mio modo vigliacco di restare
sperando che ci sia
Quello che non c'è

9.8.08

lo sto dicendo a chi capita. macchina e campeggio. ecco i chiodi fissi di questo periodo. per il resto non penso a nient'altro. e non mi va di farlo. non sono capace di analizzare il passato né tanto meno il flusso del presente. per cui dico che staremo a vedere. non mi sento tanto ispirato nella scrittura in questo momento, a differenza di un mese fa. ed è questo che mi dà fastidio. penso a quando ho scritto quei versi dei muse, I want it now/ and I want it now. molto sembra cambiato da allora. ed è questo che mi dà fastidio. "lo scandalo del contraddirsi/ dell'essere con te e contro te". meno male che c'è qualcuno che dispensa saggi consigli un po' a tutti:p meglio lasciar parlare il corso naturale delle cose. già. anche se mi spaventa, come ho già scritto. in questi casi non c'è molto da pensare. e io invece ho questo vizio. però tranguill. sto accumulando un po' di nervosismo, e non so come lo sfogherò un giorno di questi. né se mai lo sfogherò. nervosismo e un po' di rabbia. dovuta alla necessità dell'attesa. l'attesa anche di se stessi. di certe cose che purtroppo non si riescono a comandare. basta con sti deliri. mi sta passando la voglia di scrivere, forse perché non ho da raccontare emozioni forti. forse perché in giro non trovo nulla di speciale. è tutto un enigma. settembre è un enigma. ma tutto si risistemerà. nonostante abbia questa certezza di fondo non riesco a stare tranquillo. statevi bene, miei cari lettori che non mi state leggendo da tre post a questa parte:p

7.8.08

riemergono i fantasmi del passato. spero sia solo un periodo. ogni tanto mi capita di pensare a questo blog. e ho paura di essere spiato sul mio stesso blog. che sciocchezza.
comunque avevate detto che non ci saremmo dovuti perdere di vista quest'estate e invece eccomi qua, dopo una serata passata in modo infame a scartavetrarmi le palle. non rispondete agli squilli, non vi organizzate per uscire, insomma...
non pensavo sarebbe durato tanto a lungo. mi spaventa solo il corso naturale delle cose. penso troppo. e questo non è un bene. ci vuole l'azione, perché essa ostacola il flusso del pensiero.
avrebbe dovuto essere automatico. ma non è stato così. forse perché era giusto che non fosse così. avrei dovuto essere strafelice ma non è stato così. mi sento molto gregor samsa in questo momento. e non so perché. comunque, vabbè, speriamo di riprendere alla grande, e di ripartire, ancora una volta. è già tanto che sia riuscito a mettere insieme queste quattro parole, perché la giornata di oggi è stata davvero poco stimolante. tre ore a sistemare quintali di legno sotto il sole cocente di mezzogiorno. tre ore a dormire nel pomeriggio. serata al cazzeggio puro e nella noia purtroppo più totale con le zie. toccata e fuga a bari per prendere mia sorella.
torna la paura di non amare, di avere un contatto fisico. torna la paura di vivere. mo avast.

julie's haircut - satan eats seitan

6.8.08

è passato un treno. ci sono salito sopra. ho aspettato prima che ripartisse. poi il treno è andato via da quella stazione. e non so se ci tornerà più. adesso è in viaggio verso mete ignote. alla ricerca di quella giusta. quella giusta.

4.8.08

finalmente ho suonato un po'. dopo una settimana di fuoco per il cime di rock. pensavo che io delle volte sbaglio. perché non riesco a nascondere le cose belle che mi accadono, a tenerle per me, e quindi le rivelo subito agli altri, quasi a voler condividere la felicità di quel momento in una dimensione collettiva. il guaio è che quando invece mi succedono delle cose brutte, allora quelle me le tengo dentro. e le lascio là a imputridire, a marcire, a rotolarsi, a resistere. e tutto ciò è sbagliato. perché dovrebbe essere il contrario. mi farei meno male se mi liberassi delle mie angosce, delle mie paure parlandone subito con gli altri. e invece no, non ce la faccio. così come non ce la faccio a tenere soltanto per me le cose belle. e magari poi parlarne troppo porta alla delusione quando ti accorgi che le cose belle erano effimere...
vabbè sto delirando, sarà che devo scrivere questo post di fretta. giusto una parola sul cime di rock di ieri. "we fucked the system", ahahah, ancora una volta. e se poi i vecchi ultraconservatori (stile kappler) ti vengono a dire che sostenendo il concerto degli offlaga "il comune ha pagato il comizio di rifondazione" (!), allora capisci che hai dato davvero fastidio, che anche solo per una sera hai smosso il vecchiume bitrittese, in poche parole hai fottuto il sistema. vorrei smuoverlo ogni giorno questo vecchiume. così come vorrei stabilità interiore in questo momento. troppa precarietà. davvero troppa.

un'ultima cosa. un appunto. mi sono accorto che quando immagino, volo con la fantasia, ho una progettualità per il futuro, in una parola sogno, allora sto vivendo, sto bene. ma quando c'è assenza di progettualità e creatività allora c'è da preoccuparsi, perché vuol dire che il serbatoio è scarico. mi viene in mente una battuta sul serbatoio in questo momento, ma è meglio che non la scriva, è sporca e sarei ridicolo. ahahah.

offlaga disco pax - tatranky ("ci hanno davvero preso tutto, ci hanno preso tutto"). e mica è bugia. quanti "espropri" quest'anno. cmq bellissima melodia del synth in quel pezzo..

1.8.08

Africa Unite
Sotto pelle

Incancellabile
come l'inchiostro sotto pelle
tatuami se vuoi
ma non chiedere mai mai
di assomigliare a te
non so clonare un'emozione
anche se indelebile
voglio restare per vincere.

Incastro di pelle colpi e respiro
che è ubriaca e confonde
qui anche l'aria brucia il pensiero
un traguardo che non c'è
il significato in qualsiasi gesto
una parola un fremito
il ritmo dei tuoi occhi diventa manifesto
incomprensione assurdità
non serve voltarsi non raccolgo la sfida
SFIDA PERSA IN PARTENZA
e sotto il battito del tempo
si frantumano gli sguardi, sguardi che accecano

Con te sto intreccio di fango e radici
ricerca di una strada mai sicura
con la certezza di andare in salita
e non smettere mai proprio mai
un'avvolgente fibra respira
il cuore accelera poi SI RIBELLA
ma l'abitudine è una scatola chiusa, fortezza inespugnabile