30.7.08

dopo la socialità la solidarietà.
solidarietà a quei pochi che stamattina hanno manifestato davanti ai cancelli della nuova centrale elettrica dell'enel costruita a torrevaldaliga nord, nei pressi di civitavecchia. un impianto che fa impallidire da tutti i punti di vista anche quello di modugno, che pure è bello grosso. 1980 MegaWatt la potenza del nuovo impianto enel. ad alimentarlo ci penserà il carbone. roba da ottocento, altro che innovazione. eppure in tv la notizia è stata venduta bene. persino da rainews24, che pure a volte trasmette inchieste scomode. "carbone pulito", così hanno definito quello che sarà il motore di questo nuovo superimpianto. in realtà si tratta di un carbone pretrattato dal quale, è vero, vengono sottratti alcuni minerali e altre sostanze inquinanti; però le emissioni di anidride carbonica rimangono ugualmente elevate, anzi elevatissime, alla faccia del protocollo di kyoto! Il metano della centrale sorgenia di modugno, che pure è pericolosa anche in virtù dei suoi 760 MegaWatt di potenza, inquinerebbe di meno...ma va bene così per il ministro scajola e il governo berlusconi, che intanto ha rilasciato l'autorizzazione integrata ambientale ad italcementi per bruciare rifiuti nel proprio stabilimento di isola delle femmine.
e quindi solidarietà anche al comitato isola pulita, che a isola delle femmine, a due passi dalla cinisi di peppino impastato, si stava battendo da anni, prima di subire gravi minacce di morte, contro la devastazione del territorio perpetrata dal colosso bergamasco del cemento. già italcementi nei propri processi di lavorazione impiegava il pet-coke, che detto in soldoni è la feccia del meccanismo di raffinazione del petrolio; adesso laggiù in sicilia non si potrà più respirare con l'avvio nello stesso stabilimento dell'incenerimento dei rifiuti. tutto questo ovviamente anche "grazie" alle autorizzazioni varie della giunta regionale di raffaele lombardo. e tengo a ricordare che la calcestruzzi spa, altra ditta detenuta sempre da italcementi, qualche mese fa ha dovuto chiudere perché indagata per infiltrazione mafiosa. fra mafia e mancata volontà politica di fare la raccolta differenziata, che in sicilia è ferma all'8%, stiamo proprio a posto.
non è un bel periodo per le lotte ambientaliste e pacifiste, dato che ieri il consiglio di stato ha sentenziato che la base militare dal molin a vicenza si può e si deve fare. quanto succede a chiaiano, in sicilia, a vicenza, nel lazio sembra così distante da noi, soprattutto dalla sonnecchiante realtà di bari e di bitritto, eppure sono cose che ci riguardano tutti e che prima o poi toccheranno anche il nostro territorio. intanto è meglio lasciare la parola alla gente che di queste cose ne capisce...lui sì che può dire di essere qui a lavorare "in nome dei popoli del sud del mondo". che personaggione!

26.7.08

vorrei riflettere sulla parola socialità. anche se ci vorrebbero molte righe e molto tempo per farlo. la socialità. ovvero capacità di stare a contatto con le persone, di essere immersi in un territorio e, perché no, di comunicare e valorizzare quanto si fa sul territorio.
forse come associazione abbiamo peccato di scarsa socialità qualche volta. rispetto agli obiettivi che tratteggiavamo all'inizio siamo rimasti un po' distanti dalla gente con i suoi bisogni. parlo della gente più difficile, più scomoda da affrontare perché magari priva dei nostri stessi mezzi culturali (piccolo-borghesi ?) oppure perché sai che non ti ringrazierà mai per il tuo lavoro nei suoi confronti o ancora perché all'inizio ti manderà a fanculo. insomma poca socialità. eppure, a scorrere tutte le iniziative che abbiamo prodotto finora mi accorgo che ci siamo impegnati, e non poco. per cui quello che è mancato sicuramente non è stata la quantità, ma forse la qualità. per carità, la colpa non è solo nostra. ma anche di un territorio che difficilmente si lascia coinvolgere. però forse è ora di rivedere certe pratiche e certi linguaggi, altrimenti non ce la faremo mai a realizzare quel cambiamento che sognavamo due anni fa, che poi sostanzialmente consisteva nel mettere alla berlina e nello stupire il vecchiume del paese con la vivacità di azioni ed iniziative fresche e "giovanili". questo, almeno per me, voleva essere o si sperava che fosse LURLO nell'agosto del 2006.
e comunque oggi a casa di gianvito abbiamo dimostrato di avere un buon potenziale di socialità perché anche con pochi mezzi sappiamo cavarcela e sappiamo goderci i momenti di convivialità. già, "convivialità delle differenze" come diceva il grande don tonino bello. altro che stato d'emergenza dovuto all'afflusso degli extracomunitari come proclamato oggi da questo miope governo.
fra ieri e oggi ho usato diverse volte la parola potenzialità. sto scoprendo che molte cose al mondo ora come ora sono in potenza. poche in atto. questo è il dramma, ma questo è anche il nostro compito. portare, elevare al grado della realtà ciò che giace sepolto dentro ognuno di noi. e "far progredire tutti" ("And make everybody feel high", bob marley - get up stand up). questo per me è anche comunismo. contribuire al progresso di tutti e tirare fuori da ognuno il meglio che ha dentro. perché, per concludere con un'altra citazione di pasolini, "credo nel progresso, ma non credo nello sviluppo, e nella fattispecie in questo sviluppo"

25.7.08

non mi piace quel tuo fumare tanto. anzi lo odio. come se non ci fosse altro al mondo se non fumare. e lo fai come se fossi grande. ma in realtà non sei grande. no, per niente. ancora tutto in te è in gestazione. anche il tuo desiderio di ribellione o il tuo vagheggiare una società diversa. ma cos'abbiamo, cos'hai tu di diverso dal mondo? ho paura, sono preoccupato per il tuo futuro. finirai in banca anche tu? se le premesse sono queste, temo proprio di sì. piuttosto trova un'altra valvola di sfogo a questo desiderio di crescita e cambiamento. agisci davvero in ambito politico, in maniera concreta. non semplicemente non facendo un cazzo. hai tutte le potenzialità, sfruttale con serietà.

jeff buckley - lover, you should've come over

24.7.08

tanti pensieri. alcuni anche fra loro contrastanti. ieri pensavo alla mafia della siae. che è uno dei tanti tasselli che impediscono la libera condivisione della cultura in italia. cultura e soldi, cultura e imprenditorialità finalizzata puramente al profitto derivante dall'organizzazione di un evento culturale per me sono due binomi inconcepibili. non si può trarre soldi dalla cultura. la cultura è per sua natura libera. e per sua natura è condivisa. "Il sapere serve solo per darlo. Dicesi maestro chi non ha nessun interesse culturale quando è solo" (Scuola di Barbiana, Lettera a una professoressa).

L'anno prossimo a scuola sarà più dura del solito. mi sento quasi piombare improvvisamente in terza liceo, fra i più grandi della scuola. e ancora una volta avverto il peso della responsabilità. di cosa esattamente non lo so. però senza i più grandi che l'anno scorso mi coprivano un po' le spalle adesso avverto un leggero smarrimento. che forse andrà via semplicemente vivendo. semplicemente operando con gli altri. anche se non sarà facile, almeno all'inizio, fare un buon "lavoro politico". fine del post.

"Più hai amato uno prima più lo odi dopo, anche perché ti vergogni di averlo amato" (dal libro "Ho il cuore nero", allegato al film-inchiesta "Nazirock")

23.7.08

22.7.08

c'era odore di pioggia oggi all'ora di pranzo. quell'odore di pioggia caratteristico delle nostre terre. quell'odore di cui sono solite impregnarsi le nostre terre, le nostre strade. un odore che mi ha trasportato con la mente e proiettato in avanti nel tempo, facendomi arrivare a quelle giornate tipiche di settembre, quando la scuola è appena iniziata e intorno si percepisce una vaga tristezza, un senso di malinconia. un periodo di transizione, un periodo che quest'estate un po' tutti, almeno nel mio giro di amicizie e di conoscenze, ci siamo ritrovati a desiderare, chi per un motivo chi per l'altro. chi per la voglia di tornare a scuola con l'intento di aggregarsi e fare casino. chi per il desiderio di accelerare i tempi di non so che cosa. e insomma, calato in questa dimensione, respiravo quell'odore e immaginavo di ricevere una telefonata da qualcuno da cui mi ero distaccato un po' di tempo prima. e tutto era tornato a posto. e dopo quel distacco, più o meno doloroso, era possibile tornare a godere la gioia dell'unione, della pace. l'attesa era servita. davvero ne era valsa la pena

bluvertigo - sono come sono

21.7.08

sono prostrato. mi sento come in ginocchio di fronte al mondo. fate di me ciò che volete. "ma stai male? ti vedo abbattutto". e lo so. lo so. non riesco a nascondere la mia debolezza. ma perché, si vede così tanto? sì, sono debole, mi mostro forte ma sono debole. almeno questo non l'ho mai nascosto. lo so.
la verità è figlia del tempo. mai come in questo momento c'è bisogno di verità. e mai come in questo momento per strada, in tv, fra di noi, se ne trova, se ne dice e se ne sente poca. se la verità fosse libera di esprimersi tutto sarebbe più semplice. ma questo la gente non lo capisce. non è un bel periodo. so anche questo. ma che ci vuoi fare? devo piangere? naaaa, basta, ho già pianto abbastanza. basta davvero. basta soccombere. mi merito la felicità. sì, oggi posso dirlo. me la merito. fate di me ciò che volete. ma versatemi addosso verità e felicità. solo questo vi chiedo.

19.7.08

tutte stronzate. ci vuole solo chiarezza. chiarezza. semb cudd iè u fatt. l'insostenibile leggerezza dell'essere. l'incredibile inafferrabilità della verità.

oggi un bel suono incazzuso e quasi acido, pink floyd - what do you want from me
oggi nel cuore della notte a un certo punto la paura mi ha assalito. mi ha assalito l'ansia. ho rivissuto nella testa certe cose che non vorrei mai più rivivere. ho avuto davvero paura. e ho sentito quasi il mio cuore implodere, come dice una canzone dei muse. non è stato un incubo, è stato un sogno ad occhi aperti, un richiamo della mente a se stessa, a certi fantasmi del passato che sembravano scomparsi. e per fantasmi del passato intendo avvenimenti spiacevoli. che inspiegabilmente sono ancora lì. quasi in segno di testimonianza. come una poesia di primo levi. come a voler dire: attenzione per il futuro, ricorda sempre il tuo passato. già, ricorda il tuo passato, non eliminarlo. è vero. bisogna sempre fare i conti col passato. per non ripeterne gli errori. anche se in questo momento, soprattutto fino a qualche secondo prima di essere assalito da questa inspiegabile paura, la mia mente è tutta proiettata verso il futuro. I want it now, I want it now. Give me your heart and your soul. grandi anche loro...

...muse - hysteria

18.7.08

stanotte non riesco a dormire. la notte è fatta per amare diceva l'anarchico byron. stasera mi è scappata qualche parolina di troppo, però sono contento di essere uscito con una persona che non vedevo da tempo.
mi interrogavo sulla consistenza di un bacio. mi chiedevo se i baci fossero un semplice atto fisico capace di generare passionalità e slancio fisico in ogni occasione oppure se sono qualcosa di più, qualcosa che trascende la dimensione puramente carnale e che in un certo senso è irripetibile, unico, non riproducibile, speciale, come è o dovrebbe essere speciale la persona che si bacia. bah, vabbè. un bacio a tutto il mondo

bob marley - no woman no cry (live at the lyceum)

17.7.08

c'è chi va a torino. chi in calabria. chi all'estero. adesso è giunto il momento di farsi forti. di non cedere a certe tentazioni. a volte mi viene voglia di mettere la testa sotto un cuscino e di non pensare a niente. di fare il vuoto. oppure di fare un atto radicale, come già ha fatto qualcun altro un po' di tempo fa, ossia staccare tutto, telefonino in primis, per due settimane o non so quanto, farmi crescere la barba, per quanta poca ne abbia, e non pensare a niente, a nessuna voce, a nessun futuro, a nessuna merda. è una delle tentazioni a cui non devo cedere per continuare a restare a galla. come uno stronzo. e io di stronzi e di stronzaggine me ne intendo. per continuare a vivere...

afterhours - la vedova bianca ("ma la violenza della stabilità è un modo di morire a metà")

15.7.08

sto leggendo un romanzo strano in questo periodo. spero che il suo finale non possa essere descritto e rappresentato dal titolo di una splendida e dolcissima canzone dei radiohead, "no surprises". altrimenti che romanzo è, senza colpi di scena?

radiohead - no surprises
soundgarden - black hole sun (che razza di sound, capace di esplorare uno spazio ancora più profondo rispetto a quello del cosmo, cioè lo spazio interiore)
la percezione di ciò che succede intorno a me e a me stesso cambia di secondo in secondo. e genera confusione, incertezza. genera assoluta consapevolezza della precarietà dell'uomo rispetto al futuro. genera una sorta di tristezza, che mi induce a seguire l'insegnamento di orazio. a cogliere il giorno di oggi (e che giorno!), fiducioso il meno possibile del futuro.

ieri alla festa pensavo che mai come in quell'occasione ognuno di noi di quelli seduti attorno allo stesso tavolo era presente lì forse più fisicamente che mentalmente. davvero, ognuno di noi aveva un motivo più o meno buono per pensare almeno ad un'altra persona non presente alla festa di alessia. eravamo lì insieme ma era come se non lo fossimo. è davvero tutto diverso dall'anno scorso. tanti equilibri si sono spezzati, e adesso all'interno del nostro gruppo c'è un casino pazzesco.

un'ultima riflessione sul blog. il blog inteso come strumento di incontro e di mantenimento di un certo livello di comunicazione fra noi persone. mai come quest'estate ho sperimentato la potenza della virtualità. l'intreccio di relazioni, affetti, amori, semplici conoscenze che caratterizza il nostro ristretto gruppo, e per gruppo intendo la "comunità" di noi uagnoni frequentanti il socrate, è stato in un certo senso vissuto in queste prime settimane estive anche e soprattutto attraverso i nostri blog. ci leggiamo a vicenda. spuntano strane e morbose curiosità. ci si vuole nascondere un po' di cose. sulle curiosità sarebbe opportuno soffermarsi. mi chiedo come sia possibile infischiarsi di una persona e poi a un certo punto essere curiosi di quello che le succede. com'è possibile passare dal disinteresse all'interesse così, quasi con un colpo di bacchetta magica, da un momento all'altro? se c'è bisogno di qualcosa, io sono qua. sapete dove trovarmi. non mi tiro indietro di fronte al dialogo, anzi. se c'è una cosa che odio, è agire nell'ombra, e non alla luce del sole, come recita il titolo di un gran bel film di faenza sulla storia di don pino puglisi. capisco che viviamo nel pirandelliano mondo delle maschere e quindi che agire nell'ombra a volte è quasi una necessità, però che cazzo...se c'è un problema, parliamone. tranguill, come sempre.

rem - leaving new york

13.7.08

ho visto e sentito talmente tante cose in questi ultimi due giorni che adesso, tornato da appena un'ora dall'ultimo congresso provinciale di rifondazione, ho un mal di testa cane. ho visto e sentito interventi molto belli ed estremamente apprezzabili, come quello di un militante dei cobas, tale nino romanelli se non ricordo male. ho sentito, e soprattutto visto :P, tante belle donne e ragazze...
...dall'altro lato però ho visto e sentito un po' di cose brutte. ho percepito in alcuni momenti il peso della burocrazia partitica, la tensione di un congresso celebratosi praticamente in un sottoscala in cui si moriva di caldo. alcune volte ho sentito delle risate da iena da parte di alcuni "compagni" che non si preoccupavano di prendere in giro e di infangare quanti avevano votato altre mozioni congressuali.
però nino romanelli ha ragione. se la guerra interna a questo partito provocherà delle vittime, queste vittime saranno quanti di rifondazione comunista hanno bisogno. e quando dico rifondazione comunista intendo usare un sinonimo di azione politica, denuncia sociale, aggregazione giovanile, lotta per il lavoro e la sicurezza sul lavoro, lotta per il reddito, battaglie a favore dell'ambiente. perché i nostri nemici, tanto per citare il solito romanelli, non si trovano, o per lo meno non si dovrebbero trovare, all'interno del nostro stesso partito, ma altrove, in ben altri salotti, cioè quelli del potere. dovremmo incazzarci non in caso di sconfitta del documento congressuale per cui abbiamo votato. dovremmo essere incazzati per le ingiustizie che ancora macchiano questo mondo. ma l'incazzatura pura e semplice non basta. dovremmo essere ansiosi di iniziare a lavorare a stretto contatto con chi conosce sulla propria pelle queste ingiustizie per poter poter essere davvero incisivi e sovversivi.
io, da nuovo militante, sono ansioso. e anche entusiasta, nonostante le solite schifezze congressuali. tanto lo so che la politica del circolo che guevara di bitritto non la determineranno né paolo ferrero né nichi vendola. ma io. io, ovviamente insieme agli altri. per cui, più che dicendo "alla lotta!", saluto tutti i comunisti con un bel "al lavoro!"

the strokes - reptilia

12.7.08

non ho tanta voglia di scrivere oggi. la giornata è stata un po' moscia. domani parte pure mary! incredibile...meno male che c'è la musica. che, quando è condivisa con altre persone, è ancora meglio...

mau mau - ritmo politico (per capire che dal 1994 non molte cose sono cambiate in meglio, anzi)

10.7.08

in questi 45 giorni mi mancherà soprattutto la tua capacità di farmi prendere certe cose alla leggera e con spensieratezza. la tua capacità di farmi pensare con la mia testa, senza farmi condizionare dagli altri. i tuoi consigli a prima vista strani, ma in realtà efficaci e ragionevoli. efficaci perché mi fanno stare bene e mi fanno sentire, e vivere, meglio. come quando mi dicesti "vai là con l'idea di essere l'uomo migliore del mondo". mi mancherà insomma qualcuno che sappia tirarmi su, soprattutto in quei momenti in cui mi sembra che tutto sia perduto e che la cosa migliore da fare sia tirarsi indietro e rinunciare a guardare avanti, rinunciare ai propri obiettivi.
a volte sei un oscar wilde moderno, quasi reincarnato, perché con il tuo modo di fare riesci a farmi essere onesto, anzitutto con me stesso, a non mollare e a inseguire le mie passioni più profonde. divertiti in spagna, ti meriti un viaggio davvero spassoso!
so che il post appare sdolcinato, ma ho provato a scriverlo tante volte e non riuscivo mai a impostarlo bene. per cui mi accontento di ciò che è uscito in queste righe. a volte è difficile esprimere a parole ciò che davvero si pensa, si prova e si vive sulla propria pelle e dentro di sé. ci ho provato, non so se ci sono riuscito. ma come ho già avuto modo di scrivere quando feci quel benedetto bilancio di fine anno 2006, sei davvero uno dei pochi punti di riferimento stabili per me. e un rapporto così con un ragazzo più o meno della mia età non ricordo di averlo mai avuto. sì, lo so, dopo questo post sarò tacciato come non mai da ezio di essere un tuo burattino :p, ma sappi (e so che lo sai) che non è così. goditi la spagna, goditi la bellezza (anche e soprattutto quella di marina, ovviamente), tira fuori dal "midollo della vita" il meglio. stammi bene. adiòs!

8.7.08

la serata non si era messa bene all'inizio. dentro di me sentivo che qualcosa non andava. mi sentivo quasi un corpo estraneo. e avvertivo una certa differenza rispetto a quanto succedeva all'interno del nostro stesso gruppo l'anno scorso. poi però per fortuna è tornato tutto in un certo senso normale. anche grazie a delle persone splendide e disponibilissime. che fanno arte in modo semplice. e proprio perché sono semplici sono grandi. delle grandi persone umane. davvero. che fanno balzare alla memoria in modo vivido dei bei ricordi. e ti spingono ad andare avanti. tutto è tornato come prima. in me e nella mia percezione del gruppo. è bello stare fuori insieme fino a tarda notte e condividere sensazioni, conoscenze, impressioni. a volte serve anche scazzarsi. ma poi si torna ancora più amici. e c'è l'entusiasmo per la consapevolezza che in fondo un progetto c'è. e non è neppure il progetto di uno solo. ma è un progetto comune, il che è ancora più bello! se poi ci aggiungi gli offlaga disco pax, da comune il progetto diventa comunista!:p olè...una bella serata, all'insegna della semplicità, che è sempre la cosa migliore...l'unica cosa che in questo periodo mi turba un po' è la carnalità, sta lentamente tornando a impossessarsi di me. e ogni tanto la dimensione ancestrale del corpo la sento proprio sotto di me, dentro di me, quasi riesco a percepirla con i sensi. anch'essa è vivida, come i ricordi del 25 agosto dell'anno scorso. in ogni caso, "always fuck the system, my friend!". grandi!

psychopathic romantics - wait

6.7.08

vorrei non avere un portafoglio in tasca. per non soffrire anch'io della paura di essere derubato. o dell'ansia di "sicurezza" che tanto pare attanagliare gli italiani in questo periodo stimolando la risposta xenofoba e razzista del governo. vorrei non avere un portafoglio e perdermi fra i poveri.
mial e fuser. alberto granado ed ernesto che guevara. i diari della motocicletta. che filmone. uno di quei film che dopo averlo visto non puoi essere la stessa persona che eri due ore prima, quando ti apprestavi a mettere quel dvd nel lettore. d'altronde anche il protagonista, alla fine del film, dice che il suo io non è più lo stesso io di quando ha intrapreso il viaggio. e insieme al cambiamento interiore c'è il cambiamento sociale. perché, come dice sempre ernesto, ci sono troppe ingiustizie. per cui non si può restare indifferenti. bisogna per forza cambiare le cose. sarebbe bello avere un compagno o una compagna disposto/a a viaggiare con me alla scoperta del mondo, dei suoi meccanismi, ma soprattutto delle sue ingiustizie. soprattutto quelle più nascoste. e scoprire l'ignoto. e modificare la realtà con le proprie mani. attivamente.
in macchina stavo ascoltando thank you dei led zeppelin. fa male innamorarsi di una canzone come quella. fa male innamorarsene ma soprattutto credere nelle parole di quella canzone. "If the sun refused to shine, I would still be loving you; and the mountains crambled to the sea, there would still be you and me". fa male perché quando ti accorgi che non è così ti sembra crollare il mondo addosso.
di contro c'è la crudezza degli afterhours. "Non c'è niente che sia per sempre; perciò se è da un po' che stai così male, il tuo diploma in fallimento è una laurea per reagire".
a chi bisogna credere? al "romanticismo" dei led zeppelin o al duro realismo di manuel agnelli? forse se non si vuole soccombere bisogna affrontare la realtà ad occhi aperti, assolutizzare di meno le cose e prenderle più alla leggera. non con superficialità, ma più alla leggera. ancora una volta la parola d'ordine è tranguill. già, tranguill. anche se è difficile per chi è un sognatore di natura fare a meno di idealizzare o di immergersi totalmente in un sogno una volta che lo si inizia a vivere. d'altronde però, come dice valerio, siamo animali complessi. per cui a volte emerge la parte sognatrice della nostra anima, altre volte quella pragmatica. ci vuole equilibrio. anche se per non soccombere, almeno in apparenza, sembra necessaria la pragmaticità.
vabbè. devo scrivere in modo allusivo. pesa su di me la censura di non so chi. forse la censura di me stesso. fatto sta che dopo una breve parentesi ho mandato a cagare i post più squisitamente politici per fare spazio a quelli deliranti. anche qui, nella scrittura, ci vuole equilibrio. ma io non ci riesco. m'immergo troppo in ogni cosa che faccio. vedremo
Lo so. dovrei andare a dormire per poi non stare scazzato per tutto il resto del giorno. però devo postare assolutamente una frase di rainer maria rilke, che nella lettera a un giovane scrittore diceva che se la mattina, quando ci si alza, non si pensa ad altro che a scrivere, allora il nostro destino, la nostra vita è la scrittura. ecco. se siamo tormentati da un pensiero, allora forse quel pensiero è la nostra vita, e noi viviamo per quel pensiero. non so perché ho scritto sto post ma dovevo farlo. dovevo dire una cosa del genere. probabilmente è un semplice slancio vitale, come avrebbe detto bergson. uno slancio vitale che non tiene conto della tanta merda sparsa per il mondo e delle difficoltà che ci sono là fuori. però a volte anche gli slanci vitali fanno bene. e come diceva jim morrison, e non mi stancherò mai di ripeterlo, solo chi sogna vive. chi non sogna, e io aggiungo in tutti i campi, è un uomo morto. morto. e perdonatemi il pessimo stile di scrittura, ma come direbbe il buon nicola sto sparafleshato e anche mezzo alcolizzato.

4.7.08

è giusto farsi da parte a volte. è un atto di umiltà. ma soprattutto è un atto controcorrente, specie quando in gioco ci sono troppe cose. e allora bisogna lasciare che queste stesse cose rimangano in gioco mentre si va via. siano queste cose a fluttuare ancora e a scontrarsi l'una contro l'altra. per il resto bisogna sgomberare il campo. tranguill.

oggi pomeriggio inizia un'esperienza nuova. come se di impegni non ce ne fossero già abbastanza :p in ogni caso può essere una buona occasione per rilanciare l'attività di almeno un partito a Bitritto. ma non per il gusto di fare attività di partito. no. quanto per il desiderio di conoscere sempre più cose e ampliare i margini di cambiamento della società.

jethro tull - we used to know

3.7.08

non mi è mai piaciuto il buonismo. non mi è mai piaciuta l'incertezza. quello stare a metà fra l'interesse e il disinteresse. sembra a volte che incomba quasi un anatema. però va bene così. "ava vnì la distruzion, pccè von semb 'n gul all'ald" (citt e camin). va bene. alla fine non crolla il mondo. e non c'è nemmeno ragione di allarmarsi poi tanto. siamo in tempi di guerra. anzi, gli altri sono in guerra, io no di certo. ma la pace universale, quella di cui scrivevo qualche post fa, prima o poi arriverà. calma e sangue freddo. calma e sangue freddo. se no non si vive più. e poi ha ragione stefania. quando meno te l'aspetti allora è. come è già capitato. è solo che quando si è incazzati la furia diventa cieca e sulle prime non ti fa capire più niente. anzi acuisce la voglia di vendetta. no. ma che dico, vendetta è una parola che non mi compete. acuisce la voglia e basta. ma non è giusto così. oggi calma. però chi a sto giro non ha diritto di parola non parli. e soprattutto non faccia il buonista, l'amico o la vittima. il passato è passato. adesso c'è un presente. e bisogna decidere, dannata incertezza. o il disinteresse o l'interesse. si è deciso per il disinteresse? bene. si è deciso per l'interesse? tranguill. ma prendete una decisione. cazzo. e una volta che la prendete, onoratela.

roy paci & aretuska w/ meg - se stasera sono qui

1.7.08

stavo pensando che con la giornata di ieri, 30 giugno, l'anno in corso è stato praticamente spaccato in due. sono finiti i primi 6 mesi e oggi iniziano gli ultimi 6 mesi dell'anno. potrebbe essere il momento buono per tracciare un bilancio, ma non mi va di farlo in modo analitico come avvenne negli ultimi giorni del 2006 sulle pagine di questo stesso blog. voglio farlo in maniera più informale, leggera, disimpegnata e breve.
ho l'impressione, e la paura, che questo mio 2008 possa essere equiparato fra 6 mesi al 2006 vissuto dal jerè, che se non ricordo male non fu proprio un bell'anno per lui. certo, sul piano politico quest'anno, almeno dal punto di vista quantitativo, è stato buono: tanti e interessanti caffè de lurlo, l'assemblea con salvo vitale...
ma sul piano personale e privato si è aperto male e questa tendenza pare si stia confermando. forse dev'essere un anno di stop, caratterizzato dall'assenza di relazioni forti e travolgenti. forse è giusto così. forse è un anno quasi sabbatico in preparazione a una passione per il momento sconosciuta ma potenzialmente sconvolgente. chi lo sa, in fondo ci sono altri 6 mesi tutti da scoprire, in cui "succhiare il midollo della vita" (tanto per citare thoreau, di cui ho letto qualcosa ultimamente su qualche blog, anche se non ricordo dove :p)...

bob andy - I've got to go back home
con i se e con i ma non si fa la storia. la si subisce.

the abyssinians - satta massagana