27.6.08

avete presenti gli esercizi di stile di raymond queneau? sono un modo concreto di leggere, interpretare ma soprattutto raccontare un evento qualunque, anche banalissimo, da differenti angolazioni e punti di vista.
in questo periodo mi capita spesso di pensare a due persone che conosco, e non so da quale angolazione guardarle. a volte mi sembrano dei luridi approffittatori stronzi. altre volte invece mi sento vicinissimo alla loro storia tanto da percepirla quasi come un dramma. il dramma di due esseri umani che non possono liberare le proprie aspirazioni e le proprie pulsioni perché chiusi in una gabbia. la gabbia della vita, quella chi si crea e si rinforza giorno dopo giorno, quasi come una tela tessuta pazientemente da una moderna penelope. e allora in quel caso i due non mi sembrano più degli stronzi, ma addirittura quasi delle vittime, non solo da non condannare, ma da assolvere in primo grado.
quale delle due angolazioni sia quella giusta non lo so. forse nessuna. probabilmente ognuna di esse rappresenta una mezza verità. manco queneau lo sa.

aretha frankiln - chain of fools
groundation - dem rise
Jimi Hendrix
Foxy Lady

Foxy
Foxy

You know you're a cute little heartbreaker
Foxy
You know you're a sweet little lovemaker
Foxy

I wanna take you home
I won't do you no harm, no
You've got to be all mine, all mine
Ooh, foxy lady

I see you, heh, on down on the scene
Foxy
You make me wanna get up and scream
Foxy
Ah, baby listen now
I've made up my mind
I'm tired of wasting all my precious time
You've got to be all mine, all mine
Foxy lady
Here I come

I'm gonna take you home
I won't do you no harm, no
You've got to be all mine, all mine

Here I come
I'm comin' to get ya
Foxy lady
You look so good
Yeah, foxy
Yeah, give us some
Foxy
Yeah, get it, babe
You make me feel like
Feel like sayin' foxy
Foxy
Foxy lady
Foxy lady

25.6.08

l'uomo è misero e grande al tempo stesso. ci sono dei momenti in cui mi sento misero. altri in cui mi sento grande. la schizofrenia in realtà è una patologia congenita allo stesso essere umano. solo che a volte io non riesco a sostenerne il peso. così come non riesco a capire qual è il giusto peso da attribuire ai ricordi. la schizofrenia è anche assumere, o dover assumere, comportamenti diversi quando si varca una soglia. non ho altro da dichiarare in pubblico. credo.

area - luglio agosto settembre (nero)...che dire di questo pezzo? ha un titolo emblematico in riferimento a quest'estate, anzi spero che il titolo stesso non sia premonitore; in ogni cosa contiene una bella frase, "cerca nelle cose l'essenzialità", che insomma come massima di vita non è niente male (e neppure facile)

rossofuoco - verità, la verità...il titolo parla da sè: dannata verità, tanto agognata, un giorno t'incarnerai nella realtà o rimarrai sempre un'idea?

20.6.08

michael jordan una volta con 38 di febbre segnò 38 punti in una partita di finale NBA. io oggi con 38 di febbre (maledetto me, che non mi sono asciugato i capelli dopo la doccia ieri alla fine della partita) scrivo un post ispirato dal film, sempre bello, "i cento passi". perché non avendo niente da fare con la febbre, mi sono potuto godere il film. e quanti spunti che suggerisce quella cacchio di pellicola di Marco Tullio Giordana.













in questi fotogrammi, relativi alla protesta dei contadini contro l'esproprio dei propri terreni per la costruzione nelle vicinanze di Cinisi, il paese di Peppino, dell'aeroporto, si possono notare anche dei bambini. e appunto nel film si notano dei bambini che si uniscono alla lotta delle proprie famiglie contro la devastazione del territorio e del mondo agricolo di quell'angolo di Sicilia e per questo motivo non hanno paura di affrontare e di stendersi davanti alle ruspe intente a sgomberare i terreni. è una scena di forte impatto, che almeno personalmente mi ha fatto chiedere se anche noi qui a Bari saremmo capaci di fare la stessa cosa. cioè di rischiare il carcere o comunque di sporcare la propria fedina penale o ancora di essere trascinati con la forza dalla polizia pur di difendere qualcosa che ci appartiene, ma che ci appartenga non in un senso necessariamente privato, ma anche e soprattutto pubblico e collettivo. per esempio, noi diciottenni saremmo capaci di proteggere la nostra terra se qualcuno tentasse di distruggerla per farci i propri affari? anzi, probabilmente la domanda più specifica e più profonda è se noi diciottenni sentiamo che qualcosa appartiene davvero a tutti. e se sì, qual è questo bene comune che dovremmo tutelare sempre e comunque?
al di là di questo, una sensazione che ho provato per tutta la durata del film è stata la stessa che credo abbia provato giulio cesare quando, arrivato in Spagna ai piedi di una statua di Alessandro Magno, scoppiò in lacrime. nel nostro libro di letteratura latina si dice che proprio lui, cesare, ancora poco famoso all'epoca di questo singolare evento, pianse perché si era accorto che alla sua stessa età tre secoli prima Alessandro Magno aveva già conquistato mezzo medio oriente, mentre lui non aveva ancora fatto niente che fosse degno di essere ricordato.
ecco, ho provato questa sensazione di piccolezza guardando il film oggi. e al tempo stesso ho sentito tutta la grandezza della figura di Peppino Impastato, che in un'altra splendida scena, parlando col proprio amico Salvo Vitale, afferma che tutto deriva dalla bellezza. che la bellezza è il valore forse più importante, da cui discendono anche la coscienza e la lotta di classe. e mi sono sentito piccolo proprio per questo, perché, a differenza di Peppino, raramente mi capita di cogliere la bellezza, e anche i tentativi di distruggerla, nel nostro territorio. mi capita spessissimo di chiedere dentro me stesso che qualcuno mi aiuti a leggere la realtà e a riconoscere la bellezza, a partire da qui, da Bitritto, per difenderla dagli attacchi di chi cerca sempre di speculare e per poi farne eventualmente un mezzo di azione e di lotta politica. perché spesso la bellezza la riconosciamo soltanto in un'altra persona, ed è giustissimo così, ma evidentemente essa è anche qualcos'altro.

oggi "summertime", nella versione cantata da janis joplin con jimi hendrix alla chitarra

19.6.08

un post per far contenta gabriella, così non crede che in questo periodo io mi trovi in una deriva sentimentalista e antipoliticista :p...cazzo di termini, vabbè...dicevo. la pochezza del dibattito politico di questi giorni dimostra quanto i partiti che siedono attualmente in parlamento siano omologati e appiattiti su posizioni molto simili fra loro per quanto riguarda questioni cruciali quali la guerra, l'ambiente e il lavoro. si discute tanto degli emendamenti in materia di giustizia e dei vari decreti salvapremier: si discute insomma di un modo di fare politica assolutamente personalistico, che guarda poco al futuro. è una politica per niente lungimirante, incapace di guardare al di là degli interessi personali, in questo caso quelli di Berluskaiser. tant'è vero che il dialogo fra pd e pdl si rompe su questi temi, quando in realtà si doveva già rompere (anzi, non avrebbe mai dovuto esistere se è per questo) su altre questioni nodali per un vero progresso di questo nostro maledetto e al tempo stesso bellissimo Paese: la militarizzazione del territorio (penso a Vicenza), l'aumento delle truppe in Afghanistan, la scelta del nucleare, la costruzione di nuovi inceneritori e centrali a biocarburanti (pare ne vogliano costruire una a olio di palma anche qui a Casamassima, si aspetta solo il parere della Provincia), la progressiva abolizione della contrattazione nazionale in materia di lavoro, la detassazione degli straordinari (letale per un paese come l'Italia, se è vero che i nostri sono i salari più bassi d'Europa). e che dire poi della scuola, con la Gelmini tutta presa a ideare nuovi metodi di valutazione dell'efficacia del sistema scolastico tesi ad incrementare la concorrenza fra le scuole, quasi fossero delle imprese anziché dei luoghi di formazione di una coscienza critica e politica (penso a don Milani, o alla Scuola 725 dei sobborghi di Roma ideata da don Roberto Sardelli se non ricordo male). anzi, pare che, come aveva preannunciato Fioroni, vogliano far entrare nei consigli d'istituto proprio le imprese ed altri soggetti privati in modo da trasformare le singole scuole in fondazioni.
i problemi sono tanti, e l'informazione giornalistica di questo Paese, acritica com'è, rispecchia la pochezza del dibattito politico. mi dà fastidio un certo modo di fare giornalismo, che consiste nel non esprimere opinioni riguardo ai provvedimenti di volta in volta assunti dal governo di turno ma soltanto nel riportarne passivamente il contenuto, a volte lasciandolo passare anche per buono. dobbiamo svegliarci, come il nostro buon peppino pavesino XD

chiudo con una citazione trovata ieri in un articolo di frei betto, tanto per spiegare la mia situazione di uomo e per tranquillizzare sempre gabriella...ahahah...la frase è di una poetessa messicana, juana inès de la cruz: "confusa, / la mia anima è divisa in due: / una è schiava della passione, / l'altra serve la ragione".

18.6.08

potrei anche continuare a fare l'attore ma non so se ci riuscirei. a maggior ragione se dovessi continuare a farlo sotto l'effetto di una droga.

francesco de gregori - viva l'italia
joe cocker - unchain my heart (detto proprio così, come una richiesta "gentile")

16.6.08

il conflitto è il sale della vita. una volta ho sentito che bisognerebbe imparare a vivere nel conflitto. solo che io molto spesso non ce la faccio. nel mio caso il conflitto avviene fra l'immensa tentazione di mettere fuori tutto ciò che ho dentro, soprattutto le paure, e la tendenza a reprimere certi sentimenti e certe sensazioni in modo da apparire forte e per nulla sofferente.
la conclusione di questa storia già la conosco, credo possa essere descritta da un post di parecchio tempo fa, se non vado errato risalente al gennaio del 2007: c'è un cane afflitto e sconsolato e sotto una didascalia che parla da sé, con un linguaggio piuttosto eloquente. la verità è che i piedi in testa me li hanno già messi, perché stasera alla festa mi ribollivano dentro sensazioni tipo paura ed incapacità; insomma, un complesso di inferiorità, alimentato dal fatto che mi sentivo davvero un coglione mentre ballavo la solita musica housettara e guardavo gli altri che, a differenza mia, si muovevano con scioltezza, non si facevano problemi con le ragazze e ridevano, credendo di sapere qualcosa della vita.

saluti con il bel riff di "a certain romance", ovviamente degli arctic monkeys XD

15.6.08

e mentre inizio a scrivere arriva lo squillo. o la squillo (:p), chi lo sa...incredibile! ma che cazzo di spari e di fuochi di artificio che ci sono oggi qui a bari! talmente forti da coprire il volume, già alto, delle confuse e semplici quanto accattivanti chitarre degli arctic monkeys. sui quali in questi giorni mi sto menando a muzzo. sarà che mi colpisce il modo di cantare del loro frontman, spesso fluido, sciolto, rapido, avvolgente, in un certo senso anche aggressivo e irridente, insomma sempre utile per combattere il vuoto e la tendenza di questi giorni a pesare le parole.
certo che ho una grande capacità di farmi male. potrei vincere il premio di miglior masochista dell'anno. tutta colpa di quel maledetto film, "tutto l'amore che c'è", così semplice vero e scanzonato al punto da farti desiderare in modo genuino l'amore. il problema è che se lo guardi con qualcuno a cui non hai ancora il coraggio o la forza di dire quello che è successo, dolendoti dell'impossibilità di dire la verità, allora ti fai male, soprattutto perché sai quanto la verità potrebbe danneggiare questa persona, anch'essa desiderosa di sognare e di realizzare i propri sogni.
insomma, tutta una perifrasi per raccontare una situazione molto semplice e assolutamente paradossale, "assurda", come l'hanno (l'ha) definita. intrecci di conoscenze, di relazioni, di legami, di sogni, di sentimenti. è un caleidoscopio fitto di misteri. misteri a loro volta fitti. è un po' come la roulette russa, ci sono numerose probabilità, ma non sai "how it is going to end".

e intanto la mente vola, continuamente, verso il futuro e crea infiniti fotogrammi pieni di sensazioni, suggestioni, musica, sguardi e colori. e 'sti arctic monkeys ritornano. vorrei poterli suonare un giorno. ho tanti desideri stupidi in questo periodo: prendere la patente, mettere su un bel gruppo e suonare pezzi carini, trovare la verità nell'amore per vivere un amore vero.

13.6.08

sono appena ritornato da bari. eh già. perché è vero, me ne sono andato alle 22. però appena ho saputo che mary aveva bisogno di un passaggio ho colto l'occasione al volo per venirci di nuovo. non so perché l'ho fatto. forse per una remota speranza di ritrovare un viso "familiare" (ovviamente non nel senso letterale del termine). o forse perché, nonostante debba ancora prendere la patente e mi debba "muovere a farlo", voglio dimostrare a me stesso e non solo di saper guidare più o meno.
in ogni caso, oggi mi piangeva il cuore diverse volte. questa mattina, quando sono rimasto solo per qualche minuto e mi sono innervosito per la situazione di merda in cui mi trovo, anzi ci troviamo, oltre che per il solito fatto di dover fare i conti con un passato non proprio felice quando vedo certe persone.
ma mi piangeva il cuore soprattutto quando lui parlava di lei. e lei era "qua, falsità come radioattività". mi piange il cuore ogni volta che va a finire così, che lui parla di lei. senza sapere. ma io in fondo, ne so qualcosa in più? probabilmente no, perché non so cosa mi riserva quest'estate, iniziata in un modo inimmaginabile e quanto mai enigmatico. per fare il romantico potrei dire che il cuore mi piangeva oggi come la chitarra di gilmour piange in castellorizon, all'inizio dello splendido disco solista on an island.

e allora la scelta della canzone del giorno è proprio facile...

david gilmour - castellorizon...sedetevi e sognate, mentre l'ascoltate

11.6.08

il post di poche ore fa è davvero brutto. perché nasce da un conflitto tra felicità e un qualcosa che è simile al peccato. e dalla consapevolezza di fondo che il gioco, pur nella sua stupidità, è pericoloso. solo due parole sanno spiegare quanto è accaduto. avvicinamento mortale. non posso né devo aggiungere altro. anche perché renderei questo blog un diario edulcorato, e il colore chiamato in causa sarebbe il rosa, il che non mi va bene. ma non posso far finta di niente. sto pesando le parole una ad una, perché ho paura, paura di arrivare in fondo. o forse le sto pesando semplicemente perché so di essere letto e quindi devo fare attenzione ai gusti del mio pubblico ma soprattutto a cosa potrebbe pensare il mio pubblico...vabbè va, manco avessi milioni di lettori...saluti a tutti e per dirla con jerè, fuck totum, a partire da me stesso
perché nella vita le cose non sono mai semplici? perché non si ottengono facilmente tutte e subito? risiederà proprio in questa bastardaggine la bellezza della vita? chi lo sa...io no di certo.
stavo bevendo l'acqua. e pensavo che in alcuni posti del mondo questo banale gesto, necessario però proprio per la vita, non è nemmeno automatico, nel senso che non è così scontato come da noi. sappiamo tutti delle difficoltà da parte di milioni di persone nell'accesso alle risorse idriche. ma non è di questo che, con "spirito compagnesco", voglio parlare.
voglio semplicemente dire che a volte siamo dei cretini. abbiamo tutto. abbiamo l'acqua, che è vita come direbbe zanotelli, ma non ci accontentiamo. abbiamo tutto e vogliamo sempre di più.
ho tutto e mi faccio un sacco di problemi. delle volte vorrei sparire da qui. e magari andare proprio in quei posti maledetti in cui l'acqua scarseggia per condividere la povertà di tante persone. vorrei sparire proprio perché ho tutto e magari per questo suscito l'invidia delle persone. ma io non voglio essere invidiato né odiato. io voglio vivere in pace. e voglio che ognuno sia felice. ma questa aspirazione universale purtroppo non sembra si possa realizzare mai. o perlomeno di questi tempi. soprattutto se in gioco ci sono i sentimenti.
e comunque tengo a precisare che per vivere felice e in pace con tutti non voglio trincerarmi in casa né rinunciare a cose tipo la politica, l'interesse per i temi sociali, economici e blablabla.
insomma voglio sempre la botte piena e la moglie ubriaca. post inutile anche il mio...chissà perché l'ho scritto, forse per continuare a comunicare, anche se per comunicare tutti i miei pensieri e i miei sensi di colpa non basterebbe un libro. come per tutti del resto.
e allora oggi non ci sono canzoni, ma poesie..."l'eternità dorata" di jack kerouac è fenomenale, mette in luce la complessità della mente umana in un modo spaventoso...e poi c'è una poesia di pasolini, che parla del modo libero e aperto in cui i poveri vivono l'amore. ecco, chissà come lo vivrei io l'amore, come lo vivremmo tutti, se un giorno dovessimo trovarci nelle stesse condizioni di quelle terre desolate e abbandonate dalla vita.

7.6.08

sono appena tornato da una serata relativamente tranquilla con i miei amiconi. amicacci direi. :p
sto pensando a quant'è strana, enigmatica, perversa e bastarda delle volte la vita.
ho deciso. scriverò questo post davvero seguendo il flusso dei pensieri, che per la verità sono anche un po' incazzati. e non so bene perché.
allora. punto uno. le ragazze sono dei gamberi. fanno prima un passo avanti e poi due indietro. e non capisci dove stiano andando. verso quali luoghi, quali "microscopi dell'altrove" ti portino. a volte non sono capaci di fare chiarezza. soprattutto con se stesse. a volte fanno aspettare troppo. altre volte invece sono io a non sapermi approcciare o a non osare troppo.
comunque qualche giorno fa stavo pensando a quanto è assurda e scema la nostra scuola. ci preoccupiamo di dare il maledetto secondo voto in tutte le materie, adempiendo così alle formalità dei voti e delle interrogazioni, mentre ci preoccupiamo troppo poco di quello che succede nel mondo. per dirne una, l'altro giorno sono rimasto fuori praticamente dalle 7 di mattina alle 7 di sera. e in queste 12 ore ho bevuto soltanto un espressino freddo. ho capito una cosa banale, cioè cosa significa avere veramente fame. ecco, provate a vivere questa condizione di fame per più di un giorno. e capirete, anzi capiremo cosa vuol dire sopportare sulla propria pelle il peso dello sfruttamento, del neocolonialismo, della fatica, delle ingiustizie sociali, di essere lavoratori (e non solo) africani. e così, mentre incardona interrogava su cartesio & friends, a roma si teneva il vertice fao. ma a scuola non ho sentito una sola parola su questi temi: la fame, i conflitti, il commercio di armi, lo sfruttamento del territorio congolese, gli imminenti accordi commerciali ideati dall'Europa per distruggere l'Africa chiamati EPA. niente di niente. fino a quando dovremo aspettare?

Arctic Monkeys - Fluorescent Adolescent
Bob Marley - Them belly full (A hungry man is an angry one)