31.1.07

probabilmente negli ultimi giorni sto vivendo il blog un po' troppo in funzione di voi lettori. ma non fa niente. anzi. vi propongo un esperimento. di scrittura, diciamo così.

domani aprite un qualsiasi giornale italiano (meglio se paese&paesi^__________^) e leggete questa notizia: è morto stefano valerio.
che cosa pensereste davvero? come reagireste? provereste piacere, dolore o altro? che cosa direste in pubblico in occasione del mio funerale?

30.1.07

io non sono un uomo. io non sono forte. io non so reagire. in questo momento sto piangendo. e non mi so far ascoltare. perché mi vergogno. a coronamento di una giornata cagosa, che è andata sempre peggiorandosi. fino ad ora. chiedo l'aiuto del pubblico

tristezza
e me la prendo sempre nel culo
perchè sono il secondo dei "quattro cani" di de gregori. cioè un cane bastardo.

28.1.07

fra ieri e oggi ho pensato, e concluso, alcune cose. una su tutte. che probabilmente per la mia misera età di 17 anni mi sto prendendo, anzi, mi son già preso troppe responsabilità. e che sono incapace di assumermele fino in fondo. per cui è giusto. è giusto che il mio lavoro, i miei sforzi, seppur minimi, che vanno da sei anni a questa parte, non debbano essere riconosciuti. che io debba essere crticato da chi non sa che cosa c'è dietro quegli sforzi. da chi non sa che molto spesso mi ritrovo a pensare e a lavorare da solo. a pensare tante cose. senza realizzarne nemmeno una. puntualmente. è giusto così. è giusto che io debba essere annientato. è giusto che io debba essere visto come un robot, come un ragazzo che ha bruciato le tappe, che non ha cuore, che sa solo parlare e offendere. è giusto che, nel bene o nel male, debba essere considerato puntualmente fuori della norma. è giusto che mi metta a riposo. che molli tutto. associazione e giornale in primis. e mi chiuda in casa. è giusto che non costruisca mai niente nella mia vita. è giusto che continui a navigare nella mia solitudine. fatta soprattutto della mancanza di un amico vero. capace di starmi vicino nella merda. solitudine che solo giulia, meno male che c'è lei, anche se ci passo relativamente poco tempo insieme, riesce a farmi dimenticare.

e adesso ecco che dice www.nairobi2007.it in un documento di due giorni fa:
I poveri non fanno più audience e i media li usano meno forse perché sono troppi. Anni fa riuscivano ad emozionarci quando entravano nelle nostre case distesi come scheletri, mosche in faccia, occhi spenti. I grandi fotografi giravano il mondo per raccontare la grande ingiustizia. Sebatiao Salgado è invecchiato camminando con la sua Leica nel disordine di chi non conta e conterà meno nel futuro, analfabeti di carta e di computer. Numeri, non persone: esclusi dal neon della modernità. Salgado ha perso i capelli ed è rimasto il testimone calvo dell’utopia. Da trent’anni le sue immagini ci interrogano senza ricevere risposta: cosa possiamo fare? Ormai é difficile pianificare i soccorsi, l’emergenza dilaga: ha raggiunto le nostre città. La solidarietà si annacqua nei diagrammi della globalizzazione: far viaggiare soldi e merci, mai gli uomini. Soprattutto quel tipo di uomini. Da ricacciare, ghettizzare, far sparire dalle cronache giulive di questi giorni. Le loro facce ogni tanto ci guardano quando sfogliamo i giornali nei sospiri di un pomeriggio di festa. Un occhio all’orologio, fra un po’ comincia la partita. Eppure, per un momento, almeno per un momento, ci rallegra la fortuna di non essere nati nei paesi del finimondo, in Africa, soprattutto. Per capire come l’informazione non consideri, ormai, le folle affamate un brivido da vendere sul mercato, è sufficiente cercare le cronache del Foro Sociale Africano. Un minuto e otto secondi sul Tg3, poche righe nelle pagine dentro e non in tutti i giornali: Unità, Avvenire e Corriere fanno eccezione. E non si può pretendere che i rotocalchi spaventino i lettori con le facce degli umiliati ai quali é imposta la non dignità dall’industria pesante delle armi, dall’industria indispensabile del petrolio, dall’industria frivola delle pietre preziose.

le parole son troppe. si sprecano. come fanno i preti dagli altari. tante belle stronzate. e intanto la gerarchia resiste. con le sue intrinseche ed ipocrite disuguaglianze.
troppe parole. troppe. bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!
da oggi voglio parlare io. urlare. anch'io ci sono. anche gli altri ci sono. la canzone del giorno la dedico prima a me. e poi a tutti voi. careful with that axe, eugene. pink floyd. sì. sempre loro. 1969. un capolavoro del grande gilmour. non ci sono parole nella canzone, guarda caso. solo urla. attenzione con quell'ascia vuol dire il titolo. attento. non eugene. io. stefano. prima o poi li uccidi tutti. attenti voi tutti. prima o poi vi farò gridare dalla paura. che atmosfera la canzone. mi sto caricando. ormai sono pronto. a prendere decisioni precise. a dare un taglio alla merda. a dare un taglio netto come quello di un'ascia. molto. molto. pesante.

22.1.07

ecco perché mi fanno incazzare. è iniziato il social forum. a nairobi, in kenya. e nessuno mi ha detto niente. e questo sarebbe dovere d'informazione? giornalismo? servizio pubblicoooooooo? e posto che abbiano sussurrato la notizia al termine di un qualche cazzo di telegiornale, dove sta l'approfondimento?
beh, è inutile che ve lo dica. il social forum vuole essere un momento di confronto fra i poveri della terra, che della povertà, della violenza, della guerra, della corsa agli armamenti, al petrolio, alla privatizzazione dell'acqua, dell'agip in nigeria, del belgio in congo, degli stati uniti in somalia nascosti dietro l'etiopia non ne possono più...contro i potenti che decidono tutto...un g8 al contrario...allargato a quanti lottano per la pace, la giustizia, l'uguaglianza, un lavoro gratificante per l'essere umano, e rispettoso della natura, perché un altro mondo è possibile

e proprio perché un altro mondo è possibile, da ieri sono iscritto al meet up di bari di beppe grillo, cioè un gruppo di scalzacani, direbbe il jere', che vuole portare alla luce delle coscienze dei cittadini i problemi dellla nostra città e della provincia intera...dalle strutture pubbliche degradate agli inceneritori, dalle spiagge costruite sull'amianto alle periferie in mano alla malavita...a proposito, ché anche a bitritto si paga il pizzo...ad ogni modo, prossima riunione del meet up venerdì 2 febbraio a bari, posto ancora da definire...spero di andarci...
vi consiglio caldamente di iscrivervi. fra l'altro l'organiser, francesca mongelli, è pure bona. potete farlo qui, voi assetati di controinformazione. io ci sono come dubmetal. fra l'altro il meet up può essere pure un contatto utile per noi lurlatori.

e per chiudere in bellezza, a proposito di africa, vi dedico tutto il repertorio di zio bob marley. africa unite ed exodus in particolare. movement of jah people. rule equality. 'cause we are moving right out of this babylon. and we're going to our fathersland.
e sempre per rimanere nel repertorio di bob, visto che oggi sono cinque mesi, cinque, ou!!!, che sto con giulia...e chi l'avrebbe mai detto?...le dedico la bella satisfy my soul. anche se non passa spesso di qui. che pure è quasi il mio diario segreto. satisfy my soul. aggiornami l'anima, giu. sempre!

21.1.07


VAFFANCULO!!!!!!!!!!!
A STE INTERROGAZIONI, A STE PREOCCUPAZIONI, A STE MENTALI MASTURBAZIONI, A ME CHE NON MI ACCONTENTO MAI DI NIENTE...
SKUNK ANANSIE, "IT'S FUCKING POLITICAL"

20.1.07

bene. questo post l'ho pensato e ripensato tante volte nella testa. l'ho persino scritto in classe durante un'ora di noia e di sofferenza. poi però l'ho cestinato. e così, fra mille idee e altrettanti cambiamenti, non so ancora che cosa uscirà dal cassetto dei miei turbolenti pensieri e dei tanti stimoli che ricevo ogni giorno. positivi e negativi.
bene. volevo dire che rifletto spesso sul senso delle cose che si fanno. che si ascoltano. che si dicono. che si leggono. in ogni caso che si percepiscono. oggi a tavola con i miei mi son chiesto a che cazzo siano serviti i movimenti di protesta degli anni '60 e '7o. sapete, qualche giorno fa sono andato a una mostra all'ateneo sulle radio libere di quegli anni. un fenomeno veramente popolare nel senso più positivo del termine. e mi è venuto spontaneo riflettere sul senso della libertà. che cosa è rimasto di quegli anni? che genere di libertà? a mio avviso solo una libertà di costume. di facciata. le radio libere, con i loro nuovi linguaggi, avevano una carica liberatoria. anche e soprattutto fisica. corporale. sessuale. sessuale in modo pasoliniano. la scoperta del corpo di quegli anni è qualcosa di ammirevole. poi però si è talmente marciato sopra la liberazione del corpo che si è finito per svenderlo. per renderlo innaturale. quando invece è la cosa più naturale e forse più bella di questo mondo. e della voglia di partecipazione politica che cosa è rimasto? gran parte di quelle radio libere si è commercializzata. diventando peggio di quel monopolio statale della rai contestato allora. mia madre dice che paradossalmente quei movimenti di protesta volevano solo creare condizioni di benessere economico. ma io non sono d'accordo. perché se fosse così vorrebbe dire che la storia, come ha scritto qualche coglione, è finita. che potremmo starcene tutti dentro casa strafregandocene delle ingiustizie e dei problemi che ci sono ancora. come degli animali che bastano a se stessi. che non conoscono il valore dello stare insieme. non è un caso che la nostra sia ancora una scuola piccolo-borghese, che inneggia alla competizione, che inneggia allo studio personalizzato, privatizzato, e non sociale, COLLETTIVO, rispettoso di tutti.

un'altra cosa. ho letto il simposio di platone. un passo bellissimo. tratto dall'intervento di aristofane. quello famoso che parla dell'androgino. e dell'inseparabilità fra due persone che si amano davvero. è un po' lungo per riportarvelo. lo consiglio e lo dedico comunque. a tutti. è fantastico. a giulia innanzitutto. poi a quanti sono innamorati. e soprattutto a quanti sono in perenne ricerca di amore, d'altronde anch'io ho un infinito bisogno d'amore. lo consiglio a tutti tranne che al jere' e alla sua saraghetta ovviamente. ^___________^

e quindi i queen, "somebody to love". perchè anche freddie mercury aveva un continuo bisogno di amore. e di libertà. per uscire da quella "prison cell" di cui parla anche la canzone. scia'

15.1.07

uno si sforza. mo è, si fa il culo. no, è che si fa il culo è stata l'espressione chiave di una discussione abbastanza spiacevole avuta la settimana scorsa con una mia compagna di classe. allora. dicevo. uno si fa il culo. però a volte ha l'impressione che i propri sforzi non vengano ripagati. e allora gli viene voglia di mandare a fanculo tutto e non vede l'ora che arrivi l'estate. quando lo sfogo può avere inizio. perché piangere di questi tempi può sembrare uno sfogo ma in realtà non serve a un cazzo. ti aiuta solo a peggiorare le cose.
lo so che è brutto ciò che ho detto. che aspettare l'estate significa rinunciare a lottare. però è così. almeno in questo periodo.
ma prima o poi cambierà. lo so. me lo sento. che post di merda!!!!!!!!! cia'

canzone del giorno "oblivion" di astor piazzolla. da ballare con la vostra amata. struggente, piangente. dolce. quando ce vo' ce vo'.

11.1.07

un po' di sano conformismo quest'oggi. perché farò come il jere'. anzi, su esplicito invito di quel coglione del jere', è arrivato il turno di scrivere i miei cinque inconfessabili segreti.

1. fino all'età di quattro anni ho portato il pannolino. che vergogna!!!!!!!!! e volete sapere perché non ero in grado di portare le mutande? perché, ovviamente, mi cacavo ancora sotto. nel senso materiale dell'espressione. almeno fin quando mia madre mi portò da una dottoressa che disse mi sarebbe stata tagliata la pancia se da quel giorno in poi non avessi fatto regolarmente la cacca nel vasino piuttosto che da qualche altra parte...lo so che è tutto ciò è squallido...per la cronaca, la dottoressa mi fece talmente cacare sotto (stavolta in senso figurato) che dal giorno dopo ha funzionato!

2. alle medie parlavo come un libro stampato. correggevo tutti gli errori grammaticali nelle conversazioni con amici e parenti. è anche a causa di quel periodo se oggi mi ritrovo pochissimi (se non nessuno) amici veri miei coetanei. ero davvero impressionante. mi mandavano tutti a cagare perché facevo il precisino. ero odioso. lo ammetto io stesso. parlavo in quel modo perché mi ritenevo superiore a tutti e invece ero solo uno sciocco, oltre che uno stronzo!!!

3. un giorno. avevo 11 anni. in un programma telvisivo vidi una ragazza rimanere col solo reggiseno di fronte a un ragazzo. le mie cugine mi chiesero cosa avrei fatto nei panni di quel ragazzo. e io dissi niente. a guardarmi mo mi viene da dire seeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
4. sempre alle medie ero parecchio influenzato dalla mia prof di lettere ultraintegerrimacattolicaciellinafavorevoleallopusdei. e dichiarai di essere di destra. scrissi pure un pezzo sul giornale in cui difendevo i valori della famiglia. a rileggerlo ora rabbrividisco. un ruiniratzinger in provetta. oggi dico w l'antimatrimonio di zio sartre.

5. ecco com'è andato il mio primo bacio. la baciavo ad occhi aperti cacandomi sotto. espressione ricorrente oggi. e mi faceva un po' paura. e poi le dicevo ma io non so come si fa a baciare. e lei invece già esperta. ho detto tutto!

8.1.07

Lo studente deve studiare.
la casalinga deve fare le pulizie.
il professore deve insegnare.
la ballerina deve ballare.
il bambino deve guardare la tv.
il giornalista deve scrivere il suo bel pezzo inutile e del cazzo.
il cantante deve cantare.
il musicista deve suonare.
il bambino deve obbedire al papà e alla mamma.
l'immigrato deve stare nel cpt.
il contadino deve zappare.
l'impiegato del call center deve rispondere al telefono.
l'operaio deve seguire la catena di montaggio.
il bidello deve pulire. c'pur.
il pilota deve guidare.
il poeta deve scrivere.
il ricercatore deve stare in laboratorio.
il prete deve parlare.
il tempo deve correre.
ognuno, insomma, deve stare al suo posto. e questa la chiamate civiltà? e questo è il sistema "politico" evoluto?
i potenti, ovviamente, solo quelli possono decidere. e noi quando decidiamo? chi è che deve fare politica? chi è che deve spezzare le catene? e intanto soffriamo. sì. giulia piange. e ha ragione.

7.1.07

a volte. dovrei dire spesso, negli ultimi giorni. penso come sarò nel futuro. sti capelli che non vogliono crescere. la barba. come ce l'avrò. ma soprattutto come farò a vivere. coerentemente. secondo i miei principi. perché, per adesso, non mi posso assolutamente lamentare del mio stile di vita. ma se penso al futuro mi preoccupo. come farò a prendermi una macchina, una casa, a fare regali se mi rifiuto di accettare questo sistema, i soldi, questo tipo di scuola che punta alla competitività aziendale più che alla crescita dell'uomo, a terrorizzare l'uomo piuttosto che a rasserenarlo, ad esaminarlo piuttosto che ad ascoltarne le pulsioni più profonde e, magari proprio per questo, più eversive?

stavo pensando che molta gente mi dice che per cambiare le istituzioni bisogna entrare a farne parte. solo dal di dentro, per questa gente, è possibile cambiarle le istituzioni. beh questa secondo me è pura ipocrisia. perché per quanta forza tu possa avere l'istituzione ti opprimerà, ti imporrà tempi lunghi, insomma ti fagociterà. e tu intanto sarai morto. e il potere invece sarà eterno. e onnipotente.
io a questa gente che mi sprona a cambiare le istituzioni perchè si è accorta delle mie tendenze ribelli dico un'altra cosa. faccio una proposta. visto che parlate tutti quanti di cambiare le istituzioni. visto che sapete che è necessario un cambiamento. una rivoluzione. perchè continuate a starvene comodi nei vostri laboratori, nelle vostre stanze, nei vostri uffici, dietro le vostre cattedere, sugli altari, sugli amboni, nei palazzi, nelle vostre ville? arrivo alla proposta: visto che avete manifestato di avere questa coscienza, fatevi sotto. DOMANI SCENDIAMO IN PIAZZA TUTTI QUANTI. DOVE VOLETE VOI. PER DIMOSTRARE CHE CI TENIAMO A CAMBIARE. A RIVOLUZIONARE. basta poco. cambiare le istituzioni dal di dentro fa male. gemere fa male.
e allora compiamo un atto deciso. ribelli (e perché no, borghesi di tutta la terra che dite di volerele cambiare, le cose), riuniamoci domani. scendiamo in piazza. manifestiamo. facciamoci sentire. diciamo che ci siamo rotti le palle. di tutto. senza pretendere niente in cambio. questa è la soluzione. un atto non violento, ma per piacere RAPIDO, IMMEDIATO. perché stiamo per giungere veramente a un punto di non ritorno.
beh, ora devo correre dalla mia ragazza con cui sto messaggiando. scia'

4.1.07

oggi ho scoperto che la capacità dell'uomo di rompere i coglioni, in modo distruttivo e disfattista però, non propositivo, è veramente impressionante.
"e non mi piace come stanno andando le cose. e voi non mi avete più. e mo me ne vado. lunedì lo dico. lunedì dico che me ne vado. ed è colpa degli adulti. e io di qua. io di là. non voglio rischiare la mia vita per sto cesso di paese. non mi piace proprio. e quello è così. nessuno parla. ma la pensiamo tutti alla stessa maniera...". e ancora. ancora. altre oscenità. e siamo giovani. perché a criticare tutti sono bravi. ma a metterci la faccia non ci prova mai nessuno. perché fa male. perché lavorare stanca. leggere. informarsi. e siamo giovani. e figuriamoci!!!!!!!!! e poi ci vogliamo impegnare. appena una cosa non va bene crolla tutto. bisogna andarsene. proprio non vi capisco.

ah, l'amore...è equilibrio. è pazienza. è rischio. anche nelle storie più avvolgenti. tutto può saltare da un momento all'altro. ma almeno non si è sotto pressione. almeno credo! però è difficile. perché se ci tieni tanto, ma proprio tanto, puoi stare male. le parole pesano. come dice meg in una sua canzone. le parole. il linguaggio. invenzione dell'uomo. per il potere. per la storia. due tre parole che possono fare male. molto. ma è l'amore...

film del giorno "hook capitan uncino" di steven spielberg. per tornare bambini. per non "avvocatizzarsi completamente" come succede al protagonista del film. per sognare.

vi lascio con un pensiero del mahatma...L'educazione alla resistenza passiva è la migliore e più nobile educazione. essa deve essere impartita ai bambini PRIMA ANCORA DELLA NORMALE EDUCAZIONE. non si vorrà negare infatti che un bambino prima di iniziare a scrivere e a conoscere il mondo debba sapere che cosa è l'anima, che cosa è la verità, che cosa è l'amore, e quali forze siano latenti nell'anima. dovrebbe essere essenziale per una vera educazione che un bambino imparasse che NELLA LOTTA DELLA VITA SI PUO' FACILMENTE SCONFIGGERE L'ODIO CON L'AMORE, IL FALSO CON LA VERITA' E LA VIOLENZA CON LA SOFFERENZA.
che ve ne pare? buona notte

2.1.07

vorrei dire diverse cose oggi. fra loro neanche strettamente collegate. perché frutto di pensieri dei giorni appena trascorsi.
la prima è che musica e politica per me non possono essere due cose separate. è giusto avere un approccio politico alla musica. quando uno ci crede tanto nelle canzoni e nelle parole che ascolta, penso che le debba attuare nel concreto sul piano sociale. politico appunto.
la seconda è che non mi va assolutamente di studiare in quest'ultimo periodo. il libro di filosofia è veramente qualcosa di scandaloso. impresentabile. sembra che a volte i testi siano fatti proprio per non farci capire. niente. come se lo studente fosse un robot.
stamattina guardavo il mio quaderno di greco. minchia, quant'è anonimo. e brutto. solo versioni e grammatica. parole parole parole. solo inchiostro. tutto nero. disumano. fascista. nero.
d'altronde il liceo classico è una creazione fascista.
stranamente sono due le canzoni del giorno.
in omaggio a james brown "it's a man's, man's, man's world". fantastica. per le donne. e non solo. lui sì che ha saputo coniugare la musica con la politica.
e per concludere lucio battisti. "il tempo di morire". per farci l'amore. non dire no. dimmi di sì. mi basta il tempo di morire. perché si può pure morire dopo aver fatto l'amore