20.1.07

bene. questo post l'ho pensato e ripensato tante volte nella testa. l'ho persino scritto in classe durante un'ora di noia e di sofferenza. poi però l'ho cestinato. e così, fra mille idee e altrettanti cambiamenti, non so ancora che cosa uscirà dal cassetto dei miei turbolenti pensieri e dei tanti stimoli che ricevo ogni giorno. positivi e negativi.
bene. volevo dire che rifletto spesso sul senso delle cose che si fanno. che si ascoltano. che si dicono. che si leggono. in ogni caso che si percepiscono. oggi a tavola con i miei mi son chiesto a che cazzo siano serviti i movimenti di protesta degli anni '60 e '7o. sapete, qualche giorno fa sono andato a una mostra all'ateneo sulle radio libere di quegli anni. un fenomeno veramente popolare nel senso più positivo del termine. e mi è venuto spontaneo riflettere sul senso della libertà. che cosa è rimasto di quegli anni? che genere di libertà? a mio avviso solo una libertà di costume. di facciata. le radio libere, con i loro nuovi linguaggi, avevano una carica liberatoria. anche e soprattutto fisica. corporale. sessuale. sessuale in modo pasoliniano. la scoperta del corpo di quegli anni è qualcosa di ammirevole. poi però si è talmente marciato sopra la liberazione del corpo che si è finito per svenderlo. per renderlo innaturale. quando invece è la cosa più naturale e forse più bella di questo mondo. e della voglia di partecipazione politica che cosa è rimasto? gran parte di quelle radio libere si è commercializzata. diventando peggio di quel monopolio statale della rai contestato allora. mia madre dice che paradossalmente quei movimenti di protesta volevano solo creare condizioni di benessere economico. ma io non sono d'accordo. perché se fosse così vorrebbe dire che la storia, come ha scritto qualche coglione, è finita. che potremmo starcene tutti dentro casa strafregandocene delle ingiustizie e dei problemi che ci sono ancora. come degli animali che bastano a se stessi. che non conoscono il valore dello stare insieme. non è un caso che la nostra sia ancora una scuola piccolo-borghese, che inneggia alla competizione, che inneggia allo studio personalizzato, privatizzato, e non sociale, COLLETTIVO, rispettoso di tutti.

un'altra cosa. ho letto il simposio di platone. un passo bellissimo. tratto dall'intervento di aristofane. quello famoso che parla dell'androgino. e dell'inseparabilità fra due persone che si amano davvero. è un po' lungo per riportarvelo. lo consiglio e lo dedico comunque. a tutti. è fantastico. a giulia innanzitutto. poi a quanti sono innamorati. e soprattutto a quanti sono in perenne ricerca di amore, d'altronde anch'io ho un infinito bisogno d'amore. lo consiglio a tutti tranne che al jere' e alla sua saraghetta ovviamente. ^___________^

e quindi i queen, "somebody to love". perchè anche freddie mercury aveva un continuo bisogno di amore. e di libertà. per uscire da quella "prison cell" di cui parla anche la canzone. scia'

5 Comments:

Anonymous Anonymous said...

uno - hai dimenticato me....

due - quel passo del simposio è sputtanatissimo (viene persino ripreso da aldo giovanni e giacomo in "tre uomini e una gamba")

tre - occupiamo, devastiamo e ricostruiamo...:D

21 January, 2007 12:45  
Blogger dubmetal said...

lo so che è sputtanatissimo...la scena della mela...meh, e chi se ne frega?

quanto al punto tre, sono d'accordo...sneto di poter spaccare muri interi in questo periodo...sento na cattiveria fisica in questo periodo...scherzi a parte, sempre a sfazione...sai cos'è? è che non abbiamo le palle...e la questione macello lo ha ampiamente dimostrato...perché se fossimo meno borghesi l'avremmo già occupato da tempo, senza chiederci se fosse giusto o sbagliato...e poi, GIUSTO O SBAGLIATO NON PUO' ESSER REATO...c'è bisogno di atti forti, e simbolici...se no, come ho scritto nel post, quel coglione di fukuyama avrebbe ragione a dire che la storia è finita, che siamo giunti a un punto di perfezione e di ordine politico-economico...io non ci sto, ma mi devo togliere di dosso la pesante camicia borghese per poter iniziare ad agire...spero di riuscirci al più presto

21 January, 2007 14:06  
Anonymous Anonymous said...

non è questione di giusto o sbagliato...è GIUSTO..se poi per la legge è reato p'cienz...ma non si occupa in due persone..ed è per mettere a posto la sede con l'ausilio di brunetto ci vuole un bordello di tempo..figuriamoci una struttura di dimensioni tali...:D

21 January, 2007 19:50  
Anonymous Anonymous said...

non è questione di giusto o sbagliato...è GIUSTO..se poi per la legge è reato p'cienz...ma non si occupa in due persone..ed è per mettere a posto la sede con l'ausilio di brunetto ci vuole un bordello di tempo..figuriamoci una struttura di dimensioni tali...:D

21 January, 2007 19:50  
Blogger dubmetal said...

e, lo so, ma cazzo ci sarà qualche altra anima ribelle e pronta a lavorare in zona...non solo a bitritto...no?
non vedo l'ora di crescere

21 January, 2007 20:28  

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