29.12.06

oggi mi va di parlare di africa. basta con l'egoismo, pur sempre positivo, di questi primi venti giorni di blog.
l'africa dicevo. quell'africa che bob marley già negli anni '70 voleva unita. quell'africa unita e libera da tutto e da tutti sognata da marcus garvey negli anni '20. africa. questa sconosciuta. i mezzi d'informazione ufficiali, come al solito, non ne parlano mai. e allora io, con una punta di malizia, mi chiedo perché in questi ultimi giorni, seppur in minima parte, si stiano occupando della guerra civile in somalia.
e, al di là di questo, mi schifo. perchè le responsabilità di questa signora di merda, che è la guerra, e di tutto quanto ne consegue, INGIUSTIZIA SOCIALE in primis, sono TUTTE NOSTRE. noi che burattiniamo l'africa. e loro che, dispiace dirlo, si lasciano burattinare da signori della guerra essi stessi africani, che non vogliono bene al proprio continente. non è un caso che al potere dei vari stati africani dichiaratisi indipendenti durante la decolonizzazione del secolo scorso siano sempre stati piazzati (da chi non si sa...) capi militari...l'indipendenza di paesi come zimbawe, congo, etiopia spacciata per vera democrazia politica...ecco, parliamo dell'etiopia...l'unica nazione africana capace di rimanere indipendente per migliaia di anni. quell'etiopia in cui bob marley vedeva la terra promessa dei rastamen, figli di ras tafari...al diavolo il governo etiope. per come si sta comportando in questi giorni. per le morti che sta provocando. per lo schifo che ha combinato contro l'eritrea. al diavolo ras tafari. sì, proprio lui, hailè selassiè, quello in cui ha tanto sperato. anche lui nella categoria dei signori della guerra. per quello che ha combinato a suo tempo. MAI LA VIOLENZA! MAI LA GUERRA! MAI LE ARMI! MAI IL POTERE! è questa la conclusione a cui dobbiamo arrivare. ogni forma di potere comporta inevitabilmente sopraffazione. e dunque violenza. d'altronde il contrario della pace non è la guerra, ma la violenza, come scrisse il grande solzenicyn.
confido solo nella capacità degli africani veri. dei bambini. delle donne. degli uomini. degli anziani. che sappiano trasformare la propria vitalità in passione politica. in azione. per far sentire la propria voce senz'armi una buona volta. sono convinto che la democrazia sia qualcosa di radicato in loro, in questi africani veri, molto più che in noi. credo che loro, nel proprio piccolo, la vivano più di noi la democrazia. il problema è sempre lì. ai piani alti. ai vertici del potere. ma per trasformare in passione politica la propria vitalità è necessario che qualcuno vada DIRETTAMENTE SUL CAMPO ad aiutarli. senza ipocrisie. per un'africa libera. per un mondo libero.
voglio concludere con una frase di ernesto che guevara tratta dal film "I diari della motocicletta". fa più o meno così: "La divisione dell'America Latina in diversi Stati è qualcosa di puramente fittizio". e aveva ragione. lo stesso vale per l'africa. lo stesso vale per tutto il mondo. liberiamolo dalla menzogna, da quel "qualcosa di puramente fittizio". lottando. non-violenza. direttamente sul campo.

27.12.06

nove giorni di assenza. pesanti. in realtà il 22 stavo postando. ed era anche un post abbastanza lungo, con ben quattro foto. se non ricordo male. ma il mio cagoso computer, proprio mentre stavo per chiudere il post, ha ceduto. si è bloccato. io, come uno stronzo, non avevo salvato il testo. e così l'ho perso. e insieme al post ho perso la voglia di riscriverlo.
non so nemmeno da dove partire. sono successe tante di quelle cose. natale. proprio il 25 dicembre intendo. è stato un giorno cagoso. un tizio ha pure cercato di entrare in casa mia per rubare. vabbè, lasciamo stare...

ma dove stiamo andando? dove stiamo correndo? sembra che anche le vacanze siano fatte per annientarti piuttosto che per farti riposare. qual è la scoperta, o l'invenzione (non saprei dire), più brutta dell'uomo? secondo me quella del tempo. da lì discendono tutti i mali. tempo e denaro. is the root of all evil today. così cantava un gruppo degli anni '70. tempo e denaro. due dei temi importanti trattati sempre dallo stesso gruppo dei '70s in un disco che si chiama the dark side of the moon. sto parlando dei pink floyd. chiiiiiiiiiiiiiiiii??????
avete ragione. qui non se li caga nessuno. non ne parla nessuno. perché le cose che hanno detto sono scomode. anche se nessuno presta più di tanto attenzione ai testi delle canzoni. a maggior ragione quando sono scritti in inglese. come nel nostro caso

i media non ne parlano mai. eppure ai loro tempi hanno venduto tanto. hanno parlato tanto di questi


e sono d'accordo. ma dei pink floyd non parla mai nessuno. e tutti ti paraculano se inizi a prendere in considerazione sul serio i loro testi. tutti d'accordo sul fatto che sono ottimi musicisti. ma al messaggio delle parole, e di quella stessa, spettacolare, onirica, psichedelica, impalpabile, misteriosa musica nessuno presta ascolto. perchè? perché è comodo FOTTERSENE. fingersi incapaci di imparare. è da FASCISTI. un po' di serietà. da parte di tutti. sappiate sognare. anche e soprattutto con la loro musica. sappiate piangere vere lacrime. tornate ad emozionarvi. a parlare di cose vere. informiamo. meritiamo la pace. siamo uomini. basta volerla. tanto prima o poi la rabbia che ho in corpo esploderà...sogniamo...è il messaggio di oggi...ché si può...ché siamo giovani

18.12.06

e rieccomi qua dopo qualche giorno di silenzio.
avviso.
oggi scrivo soltanto perché questo blog, pur infarcito di cazzate, ha bisogno in un modo o nell'altro di sopravvivere.
oggi, forse, ho capito che amare vuol dire innanzitutto soffrire. e la sofferenza amorosa può essere sia bella sia brutta.
ad ogni modo, se in una storia d'amore riesci a soffrire vuol dire che le cose stanno girando. vuol dire che dentro di te hai veramente tanto amore da voler dare, ma anche, inevitabilmente, da voler ricevere.
la sofferenza amorosa sperimentata oggi è a cavallo fra quella bella e quella brutta di cui parlavo sopra.
la sofferenza d'amore sperimentata oggi, pur essendo a tratti dolorosa, direi spinosa, mi rende comunque contento. perché mi fa capire che sono importante. che l'amore è importante. sia per me sia per la mia ragazza.
perché mi fa capire che l'amore sfugge a ogni misura chimica, fisica, letteraria o matematica. che l'amore è il vero motore di ogni cosa. ma attenzione, non di ogni cosa esistente su questo pianeta. no. di ogni cosa bella intendevo, ovviamente.
amare vuol dire soffrire. soffrire ogni giorno, sbattere la testa ogni giorno contro il muro della complessità dell'animo umano vuol dire però anche un'altra bellissima cosa. crescere. ecco che cosa m'importa al momento nella mia vita. amare per crescere. insieme. amare per proporre. amare per cambiare. ma anche, e soprattutto, amare per essere cambiato. sempre in meglio.
amare per RIVOLUZIONARE.
perché per amare non c'è bisogno di molte parole. nè scritte nè a voce. spesso bastano sguardi, carezze, abbracci, baci.
mamma mia, che schifo di post! allo svarione più assoluto.

p.s. per i miei due, tre lettori (e anche per me stesso): nei prossimi giorni parleremo di una canzone di un certo francesco de gregori, "la storia". uno dei più bei pezzi della musica italiana del secolo scorso. credo. sia per la musica sia per le parole.

14.12.06

ma vogliamo tracciare un bilancio di fine anno?
ma sì, tracciamolo.
da un po' di mesi a questa parte, fra molti sforzi, tanti patemi e anche alcune lacrime, sto tentando di mettere su un'associazione (contro)culturale qui nel mio paese, a bitritto. attualmente il gruppo è formato da 15 ragazzi e da due adulti che, pur essendosi visti abbastanza costantemente ogni settimana, non sono ancora riusciti ad organizzare la loro prima iniziativa pubblica.
il nome dell'associazione parla chiaro. lurlo. scritto proprio così. senza apostrofo. senza filtro. anticonvenzionale.
ora, è successo che recentissimamente, nel giro di poche settimane, abbiamo perso due ragazzi, che fra l'altro erano intervenuti in occasione dell'assemblea pubblica di presentazione dell'associazione tenutasi lo scorso 15 novembre. e i loro non sono stati degli interventi qualunque.
gianvito, infatti, aveva aperto la serata rompendo il ghiaccio e facendo sciogliere la tensione a beneficio degli altri ragazzi (incluso il sottoscritto) che avrebbero animato la parte centrale dell'incontro con la cittadinanza.
valerio, invece, aveva parlato addirittura in qualità di presidente, concludendo l'assemblea con delle parole forti e convincenti. insomma, aveva suggellato una splendida serata. davvero.
ma gianvito prima, e valerio poi, hanno lasciato l'associazione. momentaneamente. dicono. nonostante tutto.
rispettive motivazioni.
scazzi interni all'associazione per il primo riguardo le pratiche burocratiche e legali da sbrigare per far nascere lurlo.
problemi vari e complicati, sia privati sia pubblici ecco, diciamo così, per il secondo.
gianvito e valerio. due ragazzi di 22 e di 20 anni per me molto importanti. due punti di riferimento. e non sto esagerando. perché erano quelli veramente interessati al progetto dellurlo, oltre ad essere i più attivi, i più operosi.
risultato: un sedicenne, che sarebbe io, piantato in asso. lasciato ad agire da solo. o quasi.

il 14 settembre scorso, mi sembra, è iniziato per me il terzo anno di scuola superiore. ad ora non mi posso lamentare di niente. all'apparenza. buona media. ottimo profitto. elogi dei professori in occasione dei colloqui con mia madre.
però...c'è sempre un però...ero entrato quest'anno a scuola con l'intenzione di proporre di fare l'autogestione. autogestione seria, critica, anarchica non a parole, ma nei fatti. insomma, massiccia.
dopo essermi mosso all'inizio dell'anno per la causa praticamente da solo, organizzando anche un momento di dibattito sul tema il 16 novembre, ho notato che le mie idee sono state sempre, o quasi, praticamente respinte.
adesso, è da circa un mese che non sono più attivo in questo senso. ho preferito delegare agli altri la lotta. momentaneamente. dico pure io. ben sapendo che è assolutamente sbagliato.
risultato: un sedicenne che, anzichè ridere come si dovrebbe fare alla sua età, si sente sempre più deluso. e solo.

e infine un commento alla giornata di oggi.
da quasi quattro mesi sono fidanzato con una splendida ragazza. il problema è che oggi mi sono sentito letteralmente una merda nei suoi confronti. e il bello (o meglio, il brutto) è che io non le voglio dire perché sono quasi sempre scuro in volto. mi toccherà farlo fra poco al telefono.
risultato: un sedicenne che ha tutto, ma che pretende sempre di più inventandosi a volte persino dei problemi! che merdaccia che sono!

canzone del giorno "a whiter shade of pale" dei procol harum. vi assicuro che basta da sola per farvi commuovere. nel mio caso, per farmi piangere a dirotto. come è successo qualche minuto fa ripensando a tutto quello che ho scritto oggi. e come è successo sempre oggi dopo pranzo in via camillo rosalba mentre andavo a prendere il pullman. cia'

12.12.06

"A me piace tenere le cose sotto controllo"
"A me piace essere sotto controllo"

11.12.06

una giornata di merda. molto semplicemente. e per vari motivi.
sarò pure il ragazzo che vuole sentirsi dire bravo ogni due secondi come ho scritto nel post inaugurale del blog, ma io, gli egocentrici, quelli veri, quelli sempre sull'attenti, quelli che sarebbero capaci di vendersi a tutto e a tutti senza limiti, senza autocontrollo, proprio non li sopporto.
oh, "porca puttana che è 'sta vita" sta dicendo la canzone che sto ascoltando mentre scrivo 'sto post, l'ennesimo di sfogo. volevo scrivere aspettate, prima che jannacci attirasse la mia attenzione con quella frase. aspettate, perché quelli là che io non sopporto nella maggior parte dei casi non solo sono egocentrici, ma anche mostri. sì, perché anche quelli che dicono che insegnando latino e greco fanno resistenza altro non sono che dei burattini addetti a generare dei mostri. tutti mostri siamo, me per primo. a sedici anni parliamo col linguaggio dei professori universitari di sticazzi, non facciamo altro che rafforzare un sistema molto molto ingannevole.
mostri.
tornavo in macchina con mia madre da scuola e sentivo che alla radio una giornalista intervistava degli immigrati alle prese con le solite difficoltà di sistemazione qui in italia. noi, che siamo dei mostri, ce ne strafottiamo degli immigrati.
ecco, per esempio, non sappiamo che cos'è la legge turco-napolitano del 1998, che cos'è la bossi-fini del 2002, che cos'è un cpt, chi è ciccio caruso, che cosa significa scappare dalla propria terra madre, che cosa significa essere schiavi non solo fisicamente, ma anche mentalemente, e manco per la minchia che i nostri bravi e colti professori ci fanno educazione civica sul serio. mai che i nostri professori mettano fuori le palle e inizino a ribellarsi una volta tanto ai loro superiori senza venire a romperci i maroni e a riversare la propria frustrazione psicologica su noi studenti parlando di che cosa? del falso, di un teatro che parla del falso, di empedocle, sfero, amore e odio. tutte stronzate per detenere il potere. ma non il potere dei soldi. no. il potere di mettere a tacere la propria coscienza, autoconvincendosi di aver fatto il proprio dovere. il potere fine a se stesso. il potere piccolo. quello fatto per starsene comodi con la coscienza pulita sulla confortevole poltrona di casa.
reset!!!!!!!!! non se ne può più! direbbe beppe grillo...è alla gente come lui, ai comici, a qualche prete, a qualche cantante rock, a qualche sconosciuto giornalista come si deve che tocca oggi fare informazione, formare le coscienze, dire la VERITA'. la scuola sta fallendo.
ecco chi lavora nella scuola di oggi

avremo presto modo di parlare anche di lui.
vabbè, mi sono lasciato andare. vorrei riprendere un attimo l'argomento egocentrici-mostri. perché questi egocentrici-mostri sono gli stessi che ad esempio obbediscono a quello della foto, si lasciano formare dai suoi monologhi, dalle sue idee su mussolini bravo, buono, bello e per di più non violento. fanno parte dello stesso gioco. aveva ragione don milani quando scriveva "franco, perdonaci tutti: comunisti, industriali, preti". e la cosa brutta è che non ce ne accorgiamo. ormai è diventato tutto normalità, dopo tre mesi insieme.
egocentrici, mostri, egocentrici-mostri, fascisti, alternativi di sti cojones. tutta normalità. perdoniamo. perdoniamo pure. accarezziamoli, teniamoli in considerazione. obbediamo loro. facciamoli sentire importanti. perché la verità è che questo mondo ci piace così com'è. si sta bene. ci sta bene. ci identifica.
voi bambini, però, che forse siete ancora puri e spensierati, PERDONATECI! e soprattutto, non fate il nostro stesso errore. cambiate. anche se siete piccoli, unitevi, e dite alla maestra di lasciarvi in classe da soli. anzi, cacciatela. con le buone, però, mi raccomando. e se vi rimprovera, nente sensi di colpa. capirà. se sarete capaci di farvi sentire. non fate come me. parlate, sì. ma non come dei mostri. come vi hanno insegnato. anzi, come non vi hanno insegnato. perché di questa istruzione, di questa educazione alle minchiate voi, lasciatemi dire noi, non ne abbiamo bisogno.

10.12.06

brutto risveglio, quello di stamattina. fatto di sensi di colpa, di paranoie, pensando sempre e soltanto alle ramanzine e a quelli che potrebbero essere i giudizi degli altri. la vergogna. questo è il mio problema. la vergogna di essere me stesso. la vergogna di esprimere me stesso. e mentre scrivo questo nuovo post, mi accorgo che le parole stanno (s)correndo come non potevo immaginare.
già, perché immaginavo che avrei scritto di tutt'altro stamattina. e invece, rieccomi a scrivere di problemi. la gloria ha un prezzo. ho sentito questa frase per la prima volta nella mia vita quando avevo sei anni, mentre seguivo un programma sportivo.
la gloria di ieri. di una giornata vissuta scrollandomi di dosso tutti i cattivi pensieri che inevitabilmente sono tornati stamattina attraverso qualche sfottò o qualche assordante silenzio. la gloria di una giornata vissuta mettendomi completamente a nudo (non in senso fisico, non preoccupatevi), liberandomi di questa maledetta vergogna. la gloria di una giornata che mi ha fatto ubriacare (anche questa volta non in senso fisico). la gloria di una giornata che mi ha fatto capire, come già altri brevi ma intensi momenti della mia vita, di poter essere utile per altri esseri umani come me. di essere capace di amare e, soprattutto, farmi amare. perché quando la tua donna, abbracciandoti, anche lei completamente ubriaca di te, ti ripete più volte senza mai annoiarti "ma io voglio stare ancora con te" dopo aver trascorso quasi una giornata intera insieme, capisci che, nonostante tutta la merda e tutti i problemi ancora da risolvere e tutti gli impegni formali e tutte le incazzature di ogni giorno e tutti i secondi che trascorrono inesorabilmente imprigionandoti nella gabbia del tempo, del giudizio, della vergogna appunto, qualcosa sta funzionando.

8.12.06

riemersione. come l'ultima parte di uno dei pezzi meno conosciuti dei pink floyd, atom heart mother, del 1970.
riemergenza, perché è da mesi che non scrivo un post per il blog del mio giornale né tanto meno che faccio un blog tutto mio. ma, come potete notare negli stessi istanti in cui leggete queste righe, sto cercando di riemergere...come? proprio con questo nuovo blog, lo sfogo anarchico, che nasce dall'esigenza di sfogarmi in una doppia dimensione: sia politica, cioè pubblica, sociale (e il mio ideale di vita sociale è l'anarchia, di cui spero avremo modo di parlare in futuro) sia, soprattutto, privata. e io di sfera privata, affettiva, egoista, diciamo pure così, ne ho bisogno. perché ho un continuo bisogno di amore. perchè ho bisogno di una spalla su cui poter piangere ogni tanto, senza dovermene vergognare. perché le cose non vanno bene, per niente, a maggior ragione in questo periodo. perché non sono soddisfatto di niente, della scuola in particolare. perché il mio futuro è non incerto, ma incertissimo, con le idee strane che mi ritrovo in testa. perché ci sono momenti in cui ho i controcoglioni, che sono strafelice, euforico, esaltato. e altri momenti, in genere quelli decisivi, in cui non trovo le parole per dare forza alle mie idee, che sono timido, depresso, frignone.
vabbè, questo è solo il post di inaugurazione dello sfogo. non so nemmeno se lo renderò mai pubblico sto blog. ma credo che prima o poi succederà, perché sono un egocentrico, uno che vuole sentirsi dire bravo ogni due secondi, uno che vuole le coccole perché, comunque, sa che quelle idee strampalate che gli passano per la testa sono vere, sono giuste. e non devo mica chiedere scusa di essere presuntuoso se so che è così, no??????????