oggi mi va di parlare di africa. basta con l'egoismo, pur sempre positivo, di questi primi venti giorni di blog.l'africa dicevo. quell'africa che bob marley già negli anni '70 voleva unita. quell'africa unita e libera da tutto e da tutti sognata da marcus garvey negli anni '20. africa. questa sconosciuta. i mezzi d'informazione ufficiali, come al solito, non ne parlano mai. e allora io, con una punta di malizia, mi chiedo perché in questi ultimi giorni, seppur in minima parte, si stiano occupando della guerra civile in somalia.
e, al di là di questo, mi schifo. perchè le responsabilità di questa signora di merda, che è la guerra, e di tutto quanto ne consegue, INGIUSTIZIA SOCIALE in primis, sono TUTTE NOSTRE. noi che burattiniamo l'africa. e loro che, dispiace dirlo, si lasciano burattinare da signori della guerra essi stessi africani, che non vogliono bene al proprio continente. non è un caso che al potere dei vari stati africani dichiaratisi indipendenti durante la decolonizzazione del secolo scorso siano sempre stati piazzati (da chi non si sa...) capi militari...l'indipendenza di paesi come zimbawe, congo, etiopia spacciata per vera democrazia politica...ecco, parliamo dell'etiopia...l'unica nazione africana capace di rimanere indipendente per migliaia di anni. quell'etiopia in cui bob marley vedeva la terra promessa dei rastamen, figli di ras tafari...al diavolo il governo etiope. per come si sta comportando in questi giorni. per le morti che sta provocando. per lo schifo che ha combinato contro l'eritrea. al diavolo ras tafari. sì, proprio lui, hailè selassiè, quello in cui ha tanto sperato. anche lui nella categoria dei signori della guerra. per quello che ha combinato a suo tempo. MAI LA VIOLENZA! MAI LA GUERRA! MAI LE ARMI! MAI IL POTERE! è questa la conclusione a cui dobbiamo arrivare. ogni forma di potere comporta inevitabilmente sopraffazione. e dunque violenza. d'altronde il contrario della pace non è la guerra, ma la violenza, come scrisse il grande solzenicyn.
confido solo nella capacità degli africani veri. dei bambini. delle donne. degli uomini. degli anziani. che sappiano trasformare la propria vitalità in passione politica. in azione. per far sentire la propria voce senz'armi una buona volta. sono convinto che la democrazia sia qualcosa di radicato in loro, in questi africani veri, molto più che in noi. credo che loro, nel proprio piccolo, la vivano più di noi la democrazia. il problema è sempre lì. ai piani alti. ai vertici del potere. ma per trasformare in passione politica la propria vitalità è necessario che qualcuno vada DIRETTAMENTE SUL CAMPO ad aiutarli. senza ipocrisie. per un'africa libera. per un mondo libero.
voglio concludere con una frase di ernesto che guevara tratta dal film "I diari della motocicletta". fa più o meno così: "La divisione dell'America Latina in diversi Stati è qualcosa di puramente fittizio". e aveva ragione. lo stesso vale per l'africa. lo stesso vale per tutto il mondo. liberiamolo dalla menzogna, da quel "qualcosa di puramente fittizio". lottando. non-violenza. direttamente sul campo.

2 Comments:
a questo punto mi meno oltre...la divisione del mondo è una cosa puramente fittizia...
però poi bisogna scontrarsi con la dura realtà, quella che contiene anche le negatività e che mette i bastoni tra le ruote...
eeehhhhhhh
e scontriamoci, val...bisogna vedere come però
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