10.12.06

brutto risveglio, quello di stamattina. fatto di sensi di colpa, di paranoie, pensando sempre e soltanto alle ramanzine e a quelli che potrebbero essere i giudizi degli altri. la vergogna. questo è il mio problema. la vergogna di essere me stesso. la vergogna di esprimere me stesso. e mentre scrivo questo nuovo post, mi accorgo che le parole stanno (s)correndo come non potevo immaginare.
già, perché immaginavo che avrei scritto di tutt'altro stamattina. e invece, rieccomi a scrivere di problemi. la gloria ha un prezzo. ho sentito questa frase per la prima volta nella mia vita quando avevo sei anni, mentre seguivo un programma sportivo.
la gloria di ieri. di una giornata vissuta scrollandomi di dosso tutti i cattivi pensieri che inevitabilmente sono tornati stamattina attraverso qualche sfottò o qualche assordante silenzio. la gloria di una giornata vissuta mettendomi completamente a nudo (non in senso fisico, non preoccupatevi), liberandomi di questa maledetta vergogna. la gloria di una giornata che mi ha fatto ubriacare (anche questa volta non in senso fisico). la gloria di una giornata che mi ha fatto capire, come già altri brevi ma intensi momenti della mia vita, di poter essere utile per altri esseri umani come me. di essere capace di amare e, soprattutto, farmi amare. perché quando la tua donna, abbracciandoti, anche lei completamente ubriaca di te, ti ripete più volte senza mai annoiarti "ma io voglio stare ancora con te" dopo aver trascorso quasi una giornata intera insieme, capisci che, nonostante tutta la merda e tutti i problemi ancora da risolvere e tutti gli impegni formali e tutte le incazzature di ogni giorno e tutti i secondi che trascorrono inesorabilmente imprigionandoti nella gabbia del tempo, del giudizio, della vergogna appunto, qualcosa sta funzionando.

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