vorrei riflettere sulla parola socialità. anche se ci vorrebbero molte righe e molto tempo per farlo. la socialità. ovvero capacità di stare a contatto con le persone, di essere immersi in un territorio e, perché no, di comunicare e valorizzare quanto si fa sul territorio.
forse come associazione abbiamo peccato di scarsa socialità qualche volta. rispetto agli obiettivi che tratteggiavamo all'inizio siamo rimasti un po' distanti dalla gente con i suoi bisogni. parlo della gente più difficile, più scomoda da affrontare perché magari priva dei nostri stessi mezzi culturali (piccolo-borghesi ?) oppure perché sai che non ti ringrazierà mai per il tuo lavoro nei suoi confronti o ancora perché all'inizio ti manderà a fanculo. insomma poca socialità. eppure, a scorrere tutte le iniziative che abbiamo prodotto finora mi accorgo che ci siamo impegnati, e non poco. per cui quello che è mancato sicuramente non è stata la quantità, ma forse la qualità. per carità, la colpa non è solo nostra. ma anche di un territorio che difficilmente si lascia coinvolgere. però forse è ora di rivedere certe pratiche e certi linguaggi, altrimenti non ce la faremo mai a realizzare quel cambiamento che sognavamo due anni fa, che poi sostanzialmente consisteva nel mettere alla berlina e nello stupire il vecchiume del paese con la vivacità di azioni ed iniziative fresche e "giovanili". questo, almeno per me, voleva essere o si sperava che fosse LURLO nell'agosto del 2006.
e comunque oggi a casa di gianvito abbiamo dimostrato di avere un buon potenziale di socialità perché anche con pochi mezzi sappiamo cavarcela e sappiamo goderci i momenti di convivialità. già, "convivialità delle differenze" come diceva il grande don tonino bello. altro che stato d'emergenza dovuto all'afflusso degli extracomunitari come proclamato oggi da questo miope governo.
fra ieri e oggi ho usato diverse volte la parola potenzialità. sto scoprendo che molte cose al mondo ora come ora sono in potenza. poche in atto. questo è il dramma, ma questo è anche il nostro compito. portare, elevare al grado della realtà ciò che giace sepolto dentro ognuno di noi. e "far progredire tutti" ("And make everybody feel high", bob marley - get up stand up). questo per me è anche comunismo. contribuire al progresso di tutti e tirare fuori da ognuno il meglio che ha dentro. perché, per concludere con un'altra citazione di pasolini, "credo nel progresso, ma non credo nello sviluppo, e nella fattispecie in questo sviluppo"
forse come associazione abbiamo peccato di scarsa socialità qualche volta. rispetto agli obiettivi che tratteggiavamo all'inizio siamo rimasti un po' distanti dalla gente con i suoi bisogni. parlo della gente più difficile, più scomoda da affrontare perché magari priva dei nostri stessi mezzi culturali (piccolo-borghesi ?) oppure perché sai che non ti ringrazierà mai per il tuo lavoro nei suoi confronti o ancora perché all'inizio ti manderà a fanculo. insomma poca socialità. eppure, a scorrere tutte le iniziative che abbiamo prodotto finora mi accorgo che ci siamo impegnati, e non poco. per cui quello che è mancato sicuramente non è stata la quantità, ma forse la qualità. per carità, la colpa non è solo nostra. ma anche di un territorio che difficilmente si lascia coinvolgere. però forse è ora di rivedere certe pratiche e certi linguaggi, altrimenti non ce la faremo mai a realizzare quel cambiamento che sognavamo due anni fa, che poi sostanzialmente consisteva nel mettere alla berlina e nello stupire il vecchiume del paese con la vivacità di azioni ed iniziative fresche e "giovanili". questo, almeno per me, voleva essere o si sperava che fosse LURLO nell'agosto del 2006.
e comunque oggi a casa di gianvito abbiamo dimostrato di avere un buon potenziale di socialità perché anche con pochi mezzi sappiamo cavarcela e sappiamo goderci i momenti di convivialità. già, "convivialità delle differenze" come diceva il grande don tonino bello. altro che stato d'emergenza dovuto all'afflusso degli extracomunitari come proclamato oggi da questo miope governo.
fra ieri e oggi ho usato diverse volte la parola potenzialità. sto scoprendo che molte cose al mondo ora come ora sono in potenza. poche in atto. questo è il dramma, ma questo è anche il nostro compito. portare, elevare al grado della realtà ciò che giace sepolto dentro ognuno di noi. e "far progredire tutti" ("And make everybody feel high", bob marley - get up stand up). questo per me è anche comunismo. contribuire al progresso di tutti e tirare fuori da ognuno il meglio che ha dentro. perché, per concludere con un'altra citazione di pasolini, "credo nel progresso, ma non credo nello sviluppo, e nella fattispecie in questo sviluppo"

3 Comments:
:) che bel post..hehe stefino vado a mare con i miei..alla casa della sventura :)
torno già domattina figurati..waooooo---nemmeno vado a mare ma a pulire.. :((((
divertiti..stasera..e fai sapere per il 28..al max me ne vado in buca anche per il 28..
ciao culo
non scrivi più eh?
si schifo.. deluso.eh?
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