27.5.08

in questo momento ci sono tre porte davanti a me. una è aperta, spalancata oserei dire. tanto spalancata quanto invalicabile però. perché ci sono due ostacoli, impercettibili, proprio sulla soglia. tanto impercettibili quanto importanti però. uno di questi ostacoli frena me, che mi accingo ad entrare per questa porta. l'altro ostacolo frena chi ha intenzione di accogliermi dall'altra parte della porta.
la seconda porta è aperta da tanto tempo. troppo direi. talmente tanto tempo che adesso si è veramente stancata di stare aperta, cigola e quindi sbatte in continuazione. e quando si apre per poi sbattere subito fa davvero male.
la terza porta si distingue dalle altre due. è socchiusa. si sta aprendo, ma forse troppo lentamente. e fa innervosire, perché c'è il sospetto che tanti, forse troppi, riescano a valicarne la soglia. tanti, troppi, tranne me.
l'indecisione regna ancora sovrana. per fare chiarezza però una soluzione ci sarebbe. allontanarsi dagli sguardi indiscreti di troppe persone e allontanarsi per un attimo da soli, perché così non si può andare avanti. non posso sempre restare a guardare di fronte a questo bivio, anzi, questo trivio, dato che le porte sono tre. prima o poi una di queste la dovrò superare anch'io.

afterhours - "dentro marilyn" (spettacolari le espressioni "lei è qua come radioattività" e "mio sovversivo amore")