31.12.08

dei piccoli auguri per il 2009 ai miseri lettori di questo misero blog.
auguro a tutti voi di essere sempre il più spontanei possibile nel nuovo anno. di seguire sempre i vostri istinti. già, i vostri istinti. e quando scrivo seguire intendo accomodarli, nel senso di comportavi in maniera conseguente rispetto ad essi. cioè appunto ai vostri istinti. non abbiate. anzi non abbiamo paura. mettiamoci a nudo. seguiamo la strada che ci suggerisce il cuore, anche quando ci sembra troppo difficile o in salita. almeno alla fine saremo arrivati alla meta. stanchi, certo. ma felici. felici.
un augurio-postilla a quanti sono più grandi di me. quando parlate con me non trattatemi come se fossi uno della vostra età. rivendico il diritto ad essere in un certo senso piccolo. a maggior ragione rispetto a voi. piccolo. con tutti i miei limiti. ma soprattutto con il mio, appunto piccolo, bagaglio di esperienze. che, a confronto col vostro, forse è poco o nulla.
esta bien (alla achille :p). tutto qua. davvero un buon 2009 a tutti voi. e nient'altro. un bacio cosmico. scia'

29.12.08

la possibilità di essere felice. il concetto stesso di essere felice, o per lo meno di stare bene. ecco che cosa mi è mancato e forse continua a mancare. mi manca a volte la capacità anche soltanto di pensare che pure io, stefano valerio, possa essere pienamente sereno, contento, in pace, tranquillo. come se fatalisticamente mi avessero assegnato il ruolo - come dice gabry - di scontento, di agitato, di non tranquillo. è questa la chiave. il ruolo che ci ritagliamo e ci cuciamo addosso.
ora non so come si riacquisti questa percezione della possibilità di essere felice. penso che questa possibilità mi debba essere restituita. ma non so da cosa. dalle persone. dalle situazioni. da me stesso. già, è questa la chiave. avevi ragione gabry. è tutto là. tutto là. ma fosse facile. però non devo demordere. ma devo andare avanti. come recita il titolo di un commuovente film con will smith, "alla ricerca della felicità"...

25.12.08

sicuramente bisogna dire basta alle recriminazioni. anche se c'è da dire che nei periodi di stallo, sistematicamente, io aspettavo e voi agivate, infischiandovene, come se nulla fosse. e io sempre come un citrone. l'unico là fermo ad aspettare un cambiamento. certo, un cambiamento forse improbabile, tale da rendere folle la mia attesa. ma un'attesa sicuramente doverosa. evidentemente, però, non era giusto attendere. e allora avete fatto bene. tranguill.
beh, propositi per il 2009. il grande, a suo modo, pistilli ha ragione. se il 2008 è stato l'anno delle illusioni (io, per quello che mi riguarda, oserei dire delle confusioni), il 2009 si spera sia l'anno della spontaneità. l'anno di una nuova leggerezza, di una luova libertà. l'anno in un certo senso anche del riscatto. senza paura. forse più in basso di così c'è solo da scavare, come canta il buon daniele silvestri. per cui tranguill. senza ansie né condizionamenti. e si vedrà. meglio non pronunciarsi su nulla.
ancora una volta spero abbia ragione stefania quando dice che le cose belle si verificano quando meno te l'aspetti. e spero abbia ragione anche su una previsione relativa a fine gennaio. ma ad ogni modo ok. io sono qua. aspetto, e vivo, in silenzio. nella riflessione. senza tante parole. e si vedrà. fatto sta che ci vuole aria nuova. sana. pulita. davvero tanta tanta novità.
in questi giorni riflettevo spesso su un paradosso di quest'anno. pensavo a quanto, proprio ciò che avrebbe dovuto trascinarmi via da un orrendo passato inebriandomi con la bellezza e la dolcezza, mi abbia invece riportato indietro verso quel passato facendomi ricordare brutte cose, brutte sensazioni e soprattutto brutte persone. certo, il tutto non è accaduto volontariamente. ci mancherebbe altro. ma adesso c'è bisogno davvero di andare via. se no di qua non si esce più. e bisogna uscirne invece alla grande, a testa alta, con - ripeto - tanta novità...vedremo

stevie wonder - superstition

21.12.08

Da Le notti bianche di Dostoevskij

"...E vi duole che così presto, così irrevocabilmente sia appassita quella bellezza d'un attimo, che essa abbia lampeggiato dinanzi a voi in modo così ingannevole e inutile - e vi duole che non abbiate nemmeno avuto il tempo di cominciare ad amarla..."

20.12.08

musa di nessuno degli afterhours, ascoltata in macchina mentre tornavo da scuola, mi aveva messo una depressione addosso impressionante. e infatti mi scuso con quanti erano in macchina con me per come li ho trattati nervosamente.
poi ascolto bob in pimper's paradise e mi rilasso. però mi fa pensare il fatto che a distanza di così tanto tempo è solo la lontananza da certe persone che mi fa stare bene. la vicinanza invece ancora no. a volte mi colpisce e si fa sentire ancora. sarà che c'è un impasto di dispiacere, casini e falsità intorno a ste storie intrecciate fra di loro. ma ripeto, è solo la lontananza da esse che mi fa stare bene. a volte vorrei che non esistessero proprio. ma che ci dobbiamo fare. comunque grande bob. grande

18.12.08

quei fottuti abbracci. quella fottuta felicità.
ma sono contento. perché al di là della bella apparenza, non c'è più il peso di un broncio costante e sprisciante. piuttosto ci vuole qualcosa di conturbante.

vinicio capossela - core 'ngrato
the doors - the end

17.12.08

su msn non c'è nessuno con cui comunicare. fra 7 ore ci sarà il compito di latino e stefano è ancora qui sveglio dopo la festa. le forze del passato hanno stretto un'alleanza colossale, potente ma non per questo del tutto imbattibile. stefano si prepara a tornare brutto col nuovo look. non si sa se sia un regresso o una semplice nuova fase della vita. in ogni caso c'è qualcosa di strano nell'aria. una puzza. che non si sa quando scomparirà. fatto sta che tutto in questo preciso istante sembra remare contro. ma la scelta è presa. il dado è tratto. quel che sarà sarà. adesso c'è tragedia. ma poi ci sarà leggerezza. e si spera ci sia speranza. passo e chiudo

13.12.08

non so perché. non so cosa sia successo. non so se ci sia una colpa. non so se abbia diritto ad essere incazzato. ma per piacere, non rompetemi i coglioni. e poi, forse, sono fatto così: o prendere o lasciare (subito). e vabbù va. ci si vede

12.12.08

ascolto in streaming radio onda d'urto, che trasmette dal leoncavallo di milano. e penso, anzi pensavo, che è tempo di bilanci. di questo 2008. cosa resterà, parafrasando una famosa canzone, di questo 2008? la domanda è ardua.
oggi m'interrogavo sul movimento studentesco, di come sembri tutto finito, nonostante le ragioni per protestare non siano mai state così sacrosante come quest'anno. e m'interrogavo sui professori della mia scuola, davvero poco attivi nell'informazione, nell'organizzazione delle proteste, davvero mosci.
ma soprattutto m'interrogavo su di me, sulla mia capacità di farmi ascoltare. perché alla fine, se la gente oggi era poca quando siamo partiti da scuola, evidentemente c'è un problema. e quel problema può anche essere di tipo comunicativo, e consistere nella scarsa capacità da parte mia di farmi ascoltare, di portare le ragioni e le rivendicazioni del movimento agli altri studenti. non parlo di contenuti, no. parlo proprio di impostazione del tono di voce, degli atteggiamenti, che ne so.
a meno che il problema non sia un altro, e cioè che la gente non li sente sti problemi. mi sorge il dubbio tante volte, dopo aver parlato in pubblico, che la gente non mi abbia ascoltato proprio. che si sia distratta, che non pensi ai contenuti delle parole, ma solo alla forma. non lo so, sta di fatto che da ottobre a dicembre la partecipazione è scemata in modo clamoroso, forse perché - ripeto, perché ho bisogno di una spiegazione razionale - la gente non sente i problemi denunciati dai soliti pochi studenti baresi attivi sulla propria pelle. tante volte nella testa mi ripeto i discorsi da fare, le parole da usare. ma niente. è evidente che c'è un problema di disinteresse. è evidente che un taglio di fondi, una privatizzazione della scuola non viene ancora sentita come dannosa sulla pelle degli studenti. è difficile avere l'intuito del futuro. vabbè, sto sparando un cumulo di stronzate. sta di fatto che la lotta continuerà sotto altre forme, forse adesso da parte mia sarà ancora più spregiudicata, ancora più incazzata. mi riprometto di non tenere nascosta la mia idea di scuola, ma di diffonderla, di condividerla, di viverla e di attuarla attraverso assemblee, incontri, collettivi e altro...la soluzione è sempre quella, lavorare, cercando ogni volta di aggiornarsi, in tutto e per tutto...bene, e dopo essermi sfogato e aver fatto tutto tranne che tracciare un bilancio di questo 2008, anno a suo modo amaro e infame, riprendo ad ascoltare del sano reggae su radio onda d'urto...nome che mi fa vagare con la mente, immaginando sti ragazzi che nel 2008 sono ancora qui, in un centro sociale resistente da 34 anni, a trasmettere un certo tipo di musica e a fare un certo tipo di lavoro sul territorio. mi piacerebbe passarci e stare lì un po' di tempo a dare una mano...adiòs, cia'

9.12.08

stavo pensando che ci vorrebbe una cronistoria. giorno per giorno. minuto per minuto. secondo per secondo. pensiero per pensiero. ma adesso non mi va di farla, richiederebbe troppo tempo.

brucia sul viso come goccia di limone...

...led zeppelin - I can't quit you baby