ascolto in streaming radio onda d'urto, che trasmette dal leoncavallo di milano. e penso, anzi pensavo, che è tempo di bilanci. di questo 2008. cosa resterà, parafrasando una famosa canzone, di questo 2008? la domanda è ardua.
oggi m'interrogavo sul movimento studentesco, di come sembri tutto finito, nonostante le ragioni per protestare non siano mai state così sacrosante come quest'anno. e m'interrogavo sui professori della mia scuola, davvero poco attivi nell'informazione, nell'organizzazione delle proteste, davvero mosci.
ma soprattutto m'interrogavo su di me, sulla mia capacità di farmi ascoltare. perché alla fine, se la gente oggi era poca quando siamo partiti da scuola, evidentemente c'è un problema. e quel problema può anche essere di tipo comunicativo, e consistere nella scarsa capacità da parte mia di farmi ascoltare, di portare le ragioni e le rivendicazioni del movimento agli altri studenti. non parlo di contenuti, no. parlo proprio di impostazione del tono di voce, degli atteggiamenti, che ne so.
a meno che il problema non sia un altro, e cioè che la gente non li sente sti problemi. mi sorge il dubbio tante volte, dopo aver parlato in pubblico, che la gente non mi abbia ascoltato proprio. che si sia distratta, che non pensi ai contenuti delle parole, ma solo alla forma. non lo so, sta di fatto che da ottobre a dicembre la partecipazione è scemata in modo clamoroso, forse perché - ripeto, perché ho bisogno di una spiegazione razionale - la gente non sente i problemi denunciati dai soliti pochi studenti baresi attivi sulla propria pelle. tante volte nella testa mi ripeto i discorsi da fare, le parole da usare. ma niente. è evidente che c'è un problema di disinteresse. è evidente che un taglio di fondi, una privatizzazione della scuola non viene ancora sentita come dannosa sulla pelle degli studenti. è difficile avere l'intuito del futuro. vabbè, sto sparando un cumulo di stronzate. sta di fatto che la lotta continuerà sotto altre forme, forse adesso da parte mia sarà ancora più spregiudicata, ancora più incazzata. mi riprometto di non tenere nascosta la mia idea di scuola, ma di diffonderla, di condividerla, di viverla e di attuarla attraverso assemblee, incontri, collettivi e altro...la soluzione è sempre quella, lavorare, cercando ogni volta di aggiornarsi, in tutto e per tutto...bene, e dopo essermi sfogato e aver fatto tutto tranne che tracciare un bilancio di questo 2008, anno a suo modo amaro e infame, riprendo ad ascoltare del sano reggae su radio onda d'urto...nome che mi fa vagare con la mente, immaginando sti ragazzi che nel 2008 sono ancora qui, in un centro sociale resistente da 34 anni, a trasmettere un certo tipo di musica e a fare un certo tipo di lavoro sul territorio. mi piacerebbe passarci e stare lì un po' di tempo a dare una mano...adiòs, cia'