volevo scrivere un post con 3000 contenuti. partendo dal collettivo di ieri fino a riflettere sulla condizione del piccolo movimento barese di studenti medi. per poi concludere con un saluto. ma passerò direttamente al saluto, dato che ho poco tempo a disposizione prima di uscire e che un secondo fa su un altro blog mi sono imbattuto in un post che in un certo senso, positivo fra l'altro, mi chiamava in causa.
bene, non so da dove iniziare. semplicemente forse da un normalissimo "ciao, gabriella". è vero, gabry, hai ragione, non me ne frega niente di scriverlo così, qua, apertamente. l'importante è dire la verità. è la verità è che ti voglio bene. la verità è che tante persone, persino mia madre (!), in questi ultimi mesi in cui ci siamo frequentati, chi scherzosamente chi maliziosamente, hanno pensato che volessimo stare insieme o arrangiare. ma tutto questo mi fa ridere. BENE. questa è la parola giusta. ci vogliamo bene, e anche tanto.
e lo so che anche se è una parola ormai un po' fuori moda, posso tranquillamente definirti una compagna. e non soltanto nel senso politico del termine. una compagna di viaggio, di cammino, di vita, di continuo confronto. adesso mi hai appena squillato e io devo correre a bari per lasciarti i soldi degli ultimi tuoi libri che ho venduto. che dire ancora? in questi casi perdo sempre le parole. succede quando dal punto di vista umano mi accade qualcosa di troppo intenso per poter essere descritto in poche righe.
stammi semplicemente bene, perché te lo meriti. perché al di là dei risultati, che non sta a noi giudicare (ai posteri l'ardua sentenza :P), so che hai speso non tanto, ma tantissimo. alle volte perfino troppo. perciò ora cerca di cambiare il mondo con una massiccia dose di divertimento. ci vediamo, spero a novembre. e a chi non ti vuole bene, perché magari ha frainteso, dico che si pentirà. scia'
bene, non so da dove iniziare. semplicemente forse da un normalissimo "ciao, gabriella". è vero, gabry, hai ragione, non me ne frega niente di scriverlo così, qua, apertamente. l'importante è dire la verità. è la verità è che ti voglio bene. la verità è che tante persone, persino mia madre (!), in questi ultimi mesi in cui ci siamo frequentati, chi scherzosamente chi maliziosamente, hanno pensato che volessimo stare insieme o arrangiare. ma tutto questo mi fa ridere. BENE. questa è la parola giusta. ci vogliamo bene, e anche tanto.
e lo so che anche se è una parola ormai un po' fuori moda, posso tranquillamente definirti una compagna. e non soltanto nel senso politico del termine. una compagna di viaggio, di cammino, di vita, di continuo confronto. adesso mi hai appena squillato e io devo correre a bari per lasciarti i soldi degli ultimi tuoi libri che ho venduto. che dire ancora? in questi casi perdo sempre le parole. succede quando dal punto di vista umano mi accade qualcosa di troppo intenso per poter essere descritto in poche righe.
stammi semplicemente bene, perché te lo meriti. perché al di là dei risultati, che non sta a noi giudicare (ai posteri l'ardua sentenza :P), so che hai speso non tanto, ma tantissimo. alle volte perfino troppo. perciò ora cerca di cambiare il mondo con una massiccia dose di divertimento. ci vediamo, spero a novembre. e a chi non ti vuole bene, perché magari ha frainteso, dico che si pentirà. scia'
