30.3.08

tu non ci sei.
e io sto ascoltando chances are di bob marley.
sono seduto di fronte a una tastiera immaginando di fumare una sigaretta tenendola fra le dita della mano destra mentre con la sinistra scrivo.
stasera non sono andato al concerto di roy paci.
mi sarebbe piaciuto.
mi piacerebbe.
sono rimasto da solo.
ho dovuto studiare e stare chiuso in casa per diverse ore oggi.
fuori era bello.
era una splendida giornata.
avrei voluto avere la patente.
avrei voluto farti vedere come è bello qui, in campagna, la domenica.
mi piacerebbe avere qualcuno accanto e non stare da solo la domenica sera.
ho immaginato tante cose oggi.
non sono riuscito a studiare oggi.
non riesco più a studiare dai libri di scuola.
ho un'altra idea di scuola.
e la voglio realizzare con te.
per questo ho immaginato oggi.
mi fa male.
è troppo doloroso.
la canzone sta cambiando.
esco.

22.3.08

un nome non comparirà più in queste pagine. avrei tanto da scrivere. troppe cose. troppe cose da dimenticare. da smaltire, come fossero dei rifiuti. oggi sono un po' più sereno. ho appena finito di ascoltare "e poi" di mina, un brano che sta riprendendo ad influenzarmi dopo aver parlato con una persona. so che non sarà facile dimenticare per me. a differenza di qualcun altro. ho un grande desiderio di ricominciare. di prendermi anche delle piccole rivincite. ma non per vendicarmi. no. solo per dimostrare di aver appreso qualcosa dalle lezioni e dagli errori del passato.
c'è una canzone di venditti uscita recentemente che sul piano musicale è davvero cagosa. ma il senso di ciò che dice è vero. dice che nelle prossime storie d'amore di te ci sarà sempre, e io aggiungerei inevitabilmente, qualcosa. perché se c'è qualcosa di fondamentale per me, è la memoria. importante nella storia. nella politica. ma anche nella vita privata. sentimentale. amorosa.
perché avere memoria significa essere coerenti con se stessi e non commettere gli stessi errori.
a proposito di vita sentimentale, questo sicuramente non è il periodo migliore della mia vita. potrei parlare della mia angoscia, delle mie insensate paure che si manifestano in un sospiro interiore non appena sento pronunciare le parole "bello", "fidanzarsi", "innamorarsi", "amore", "scopare". è una cosa da pazzi, ma mi capita da mesi di fare un respiro profondo ogni qualvolta penso a queste cose. un respiro per cacciare fuori non so che cosa. so però che quando questa anomalia, questa malattia un bel giorno sarà passata potrò ricominciare a sperare, a corteggiare, a donare tutto me stesso ad un'altra persona, come ho cercato di fare fino all'anno scorso. nel frattempo posso solo lasciare scorrere le lancette dell'orologio e cercare di pazientare. magari di scavarmi dentro. solo che non ce la faccio.
mesi fa sono stato espropriato dell'amore. non so da chi. non so da cosa. e con l'amore sono stato espropriato dei mie sogni più belli. alcune speranze rimangono certo. ma se ne è andata la passione. la passione fisica soprattutto. vi assicuro che non è bello essere espropriati della passione, soprattutto per una persona passionale come me.
ora devo andare avanti, ricominciare da zero. la cosa dolorosa è che devo partire da zero a 18 anni guardando gente anche più piccola di me distante, o meglio già avanti chilometri. sono indietro. sono arretrato. forse ho perso un anno e quattro mesi. anzi no. ho perso gli ultimi mesi della mia prima grande storia d'amore. una storia d'amore in cui ad un certo punto l'amore e la passione sono andati via. per colpa di chi, ripeto, non lo so.
andare avanti. è l'unico imperativo. l'unica possibilità di sopravvivenza che mi rimane in questo periodo. è faticoso, soprattutto sapendo di essere indietro. molto indietro. ma se non inizio non potrò nemmeno sperare di raggiungere gli altri. e allora adesso mi alzo da sta tastiera per mettermi in cammino, per mettermi in viaggio. inizia il mio vagabondaggio lungo le tante strade della vita. non so come andrà, ma tanto vale, a questo punto, dopo aver perso tutto, provare.