michael jordan una volta con 38 di febbre segnò 38 punti in una partita di finale NBA. io oggi con 38 di febbre (maledetto me, che non mi sono asciugato i capelli dopo la doccia ieri alla fine della partita) scrivo un post ispirato dal film, sempre bello, "i cento passi". perché non avendo niente da fare con la febbre, mi sono potuto godere il film. e quanti spunti che suggerisce quella cacchio di pellicola di Marco Tullio Giordana.


in questi fotogrammi, relativi alla protesta dei contadini contro l'esproprio dei propri terreni per la costruzione nelle vicinanze di Cinisi, il paese di Peppino, dell'aeroporto, si possono notare anche dei bambini. e appunto nel film si notano dei bambini che si uniscono alla lotta delle proprie famiglie contro la devastazione del territorio e del mondo agricolo di quell'angolo di Sicilia e per questo motivo non hanno paura di affrontare e di stendersi davanti alle ruspe intente a sgomberare i terreni. è una scena di forte impatto, che almeno personalmente mi ha fatto chiedere se anche noi qui a Bari saremmo capaci di fare la stessa cosa. cioè di rischiare il carcere o comunque di sporcare la propria fedina penale o ancora di essere trascinati con la forza dalla polizia pur di difendere qualcosa che ci appartiene, ma che ci appartenga non in un senso necessariamente privato, ma anche e soprattutto pubblico e collettivo. per esempio, noi diciottenni saremmo capaci di proteggere la nostra terra se qualcuno tentasse di distruggerla per farci i propri affari? anzi, probabilmente la domanda più specifica e più profonda è se noi diciottenni sentiamo che qualcosa appartiene davvero a tutti. e se sì, qual è questo bene comune che dovremmo tutelare sempre e comunque?
al di là di questo, una sensazione che ho provato per tutta la durata del film è stata la stessa che credo abbia provato giulio cesare quando, arrivato in Spagna ai piedi di una statua di Alessandro Magno, scoppiò in lacrime. nel nostro libro di letteratura latina si dice che proprio lui, cesare, ancora poco famoso all'epoca di questo singolare evento, pianse perché si era accorto che alla sua stessa età tre secoli prima Alessandro Magno aveva già conquistato mezzo medio oriente, mentre lui non aveva ancora fatto niente che fosse degno di essere ricordato.
ecco, ho provato questa sensazione di piccolezza guardando il film oggi. e al tempo stesso ho sentito tutta la grandezza della figura di Peppino Impastato, che in un'altra splendida scena, parlando col proprio amico Salvo Vitale, afferma che tutto deriva dalla bellezza. che la bellezza è il valore forse più importante, da cui discendono anche la coscienza e la lotta di classe. e mi sono sentito piccolo proprio per questo, perché, a differenza di Peppino, raramente mi capita di cogliere la bellezza, e anche i tentativi di distruggerla, nel nostro territorio. mi capita spessissimo di chiedere dentro me stesso che qualcuno mi aiuti a leggere la realtà e a riconoscere la bellezza, a partire da qui, da Bitritto, per difenderla dagli attacchi di chi cerca sempre di speculare e per poi farne eventualmente un mezzo di azione e di lotta politica. perché spesso la bellezza la riconosciamo soltanto in un'altra persona, ed è giustissimo così, ma evidentemente essa è anche qualcos'altro.
oggi "summertime", nella versione cantata da janis joplin con jimi hendrix alla chitarra


in questi fotogrammi, relativi alla protesta dei contadini contro l'esproprio dei propri terreni per la costruzione nelle vicinanze di Cinisi, il paese di Peppino, dell'aeroporto, si possono notare anche dei bambini. e appunto nel film si notano dei bambini che si uniscono alla lotta delle proprie famiglie contro la devastazione del territorio e del mondo agricolo di quell'angolo di Sicilia e per questo motivo non hanno paura di affrontare e di stendersi davanti alle ruspe intente a sgomberare i terreni. è una scena di forte impatto, che almeno personalmente mi ha fatto chiedere se anche noi qui a Bari saremmo capaci di fare la stessa cosa. cioè di rischiare il carcere o comunque di sporcare la propria fedina penale o ancora di essere trascinati con la forza dalla polizia pur di difendere qualcosa che ci appartiene, ma che ci appartenga non in un senso necessariamente privato, ma anche e soprattutto pubblico e collettivo. per esempio, noi diciottenni saremmo capaci di proteggere la nostra terra se qualcuno tentasse di distruggerla per farci i propri affari? anzi, probabilmente la domanda più specifica e più profonda è se noi diciottenni sentiamo che qualcosa appartiene davvero a tutti. e se sì, qual è questo bene comune che dovremmo tutelare sempre e comunque?
al di là di questo, una sensazione che ho provato per tutta la durata del film è stata la stessa che credo abbia provato giulio cesare quando, arrivato in Spagna ai piedi di una statua di Alessandro Magno, scoppiò in lacrime. nel nostro libro di letteratura latina si dice che proprio lui, cesare, ancora poco famoso all'epoca di questo singolare evento, pianse perché si era accorto che alla sua stessa età tre secoli prima Alessandro Magno aveva già conquistato mezzo medio oriente, mentre lui non aveva ancora fatto niente che fosse degno di essere ricordato.
ecco, ho provato questa sensazione di piccolezza guardando il film oggi. e al tempo stesso ho sentito tutta la grandezza della figura di Peppino Impastato, che in un'altra splendida scena, parlando col proprio amico Salvo Vitale, afferma che tutto deriva dalla bellezza. che la bellezza è il valore forse più importante, da cui discendono anche la coscienza e la lotta di classe. e mi sono sentito piccolo proprio per questo, perché, a differenza di Peppino, raramente mi capita di cogliere la bellezza, e anche i tentativi di distruggerla, nel nostro territorio. mi capita spessissimo di chiedere dentro me stesso che qualcuno mi aiuti a leggere la realtà e a riconoscere la bellezza, a partire da qui, da Bitritto, per difenderla dagli attacchi di chi cerca sempre di speculare e per poi farne eventualmente un mezzo di azione e di lotta politica. perché spesso la bellezza la riconosciamo soltanto in un'altra persona, ed è giustissimo così, ma evidentemente essa è anche qualcos'altro.
oggi "summertime", nella versione cantata da janis joplin con jimi hendrix alla chitarra
3 Comments:
pensavo "what time is it - summertime" di high school musical.
ahahaha pessima XD
pure tu sei di costituzione debole!!! Eccheccazzo.
valerio (il forte di costituzione)
blablabla quante storie per un nome :P frankestein, frankenstein l'importante è capirsi no?
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