25.10.07



gran bella serata ieri a monopoli. invitato dai giovani comunisti giovanni impastato. fratello dell'indimenticabile peppino. ha parlato di un sacco di cose. inutile starle ad elencare tutte. scoccerei soltanto. ciò che ha colpito di più è stato il suo modo di raccontare una storia. quella italiana della seconda metà del novecento. misteriosa. capace di far rabbrividire. la storia delle stragi di stato. la storia di istituzioni inquinate dalla presenza al loro interni di uomini che gestiscono lo stato ma a cui dello stato non interessa proprio niente. la storia del potere. che in realtà è una costante. di tutta la storia. non solo di quella raccontata ieri da giovanni. e la costante è che appena si avverte che qualcosa possa cambiare bisogna reprimere questo qualcosa. perché il potere rimanga là dov'è. è successo nel 1947. con portella della ginestra. è successo con placido rizzotto credo un anno dopo. trent'anni dopo è successo con peppino impastato. e succede ancora oggi. la creatività. quella vera. quella capace di aprire la mente. quella semplice. quella delle battaglie immediate. come le ha definite ieri giovanni. le battaglie sulla bellezza del territorio. quelle sulla cultura e sulla formazione dei ragazzi. la dove c'è una creatività alternativa. lì ci sarà repressione. sempre. ed è questo che dobbiamo cambiare. se è vero che il dovere di tutti i giovani è essere rivoluzionari. come diceva uno ucciso il 9 ottobre 1967 in bolivia

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