in macchina stavo ascoltando thank you dei led zeppelin. fa male innamorarsi di una canzone come quella. fa male innamorarsene ma soprattutto credere nelle parole di quella canzone. "If the sun refused to shine, I would still be loving you; and the mountains crambled to the sea, there would still be you and me". fa male perché quando ti accorgi che non è così ti sembra crollare il mondo addosso.
di contro c'è la crudezza degli afterhours. "Non c'è niente che sia per sempre; perciò se è da un po' che stai così male, il tuo diploma in fallimento è una laurea per reagire".
a chi bisogna credere? al "romanticismo" dei led zeppelin o al duro realismo di manuel agnelli? forse se non si vuole soccombere bisogna affrontare la realtà ad occhi aperti, assolutizzare di meno le cose e prenderle più alla leggera. non con superficialità, ma più alla leggera. ancora una volta la parola d'ordine è tranguill. già, tranguill. anche se è difficile per chi è un sognatore di natura fare a meno di idealizzare o di immergersi totalmente in un sogno una volta che lo si inizia a vivere. d'altronde però, come dice valerio, siamo animali complessi. per cui a volte emerge la parte sognatrice della nostra anima, altre volte quella pragmatica. ci vuole equilibrio. anche se per non soccombere, almeno in apparenza, sembra necessaria la pragmaticità.
vabbè. devo scrivere in modo allusivo. pesa su di me la censura di non so chi. forse la censura di me stesso. fatto sta che dopo una breve parentesi ho mandato a cagare i post più squisitamente politici per fare spazio a quelli deliranti. anche qui, nella scrittura, ci vuole equilibrio. ma io non ci riesco. m'immergo troppo in ogni cosa che faccio. vedremo
di contro c'è la crudezza degli afterhours. "Non c'è niente che sia per sempre; perciò se è da un po' che stai così male, il tuo diploma in fallimento è una laurea per reagire".
a chi bisogna credere? al "romanticismo" dei led zeppelin o al duro realismo di manuel agnelli? forse se non si vuole soccombere bisogna affrontare la realtà ad occhi aperti, assolutizzare di meno le cose e prenderle più alla leggera. non con superficialità, ma più alla leggera. ancora una volta la parola d'ordine è tranguill. già, tranguill. anche se è difficile per chi è un sognatore di natura fare a meno di idealizzare o di immergersi totalmente in un sogno una volta che lo si inizia a vivere. d'altronde però, come dice valerio, siamo animali complessi. per cui a volte emerge la parte sognatrice della nostra anima, altre volte quella pragmatica. ci vuole equilibrio. anche se per non soccombere, almeno in apparenza, sembra necessaria la pragmaticità.
vabbè. devo scrivere in modo allusivo. pesa su di me la censura di non so chi. forse la censura di me stesso. fatto sta che dopo una breve parentesi ho mandato a cagare i post più squisitamente politici per fare spazio a quelli deliranti. anche qui, nella scrittura, ci vuole equilibrio. ma io non ci riesco. m'immergo troppo in ogni cosa che faccio. vedremo
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